Locandina del film "Un'avventura"

Un’avventura, le canzoni di Mogol-Battisti rivivono in un film

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Quante volte, ascoltando una canzone, diciamo «Questo è un brano senza tempo»? Tante. Un pezzo che, nonostante il passare degli anni, non risulta mai ingrigito o fuori moda e incontra il favore di più generazioni, è senza dubbio un brano senza tempo. Lo sa bene Mogol che, con l’intramontabile Lucio Battisti, ha scritto delle canzoni che sono rimaste indelebili nel cuore e nella mente di milioni di persone. E, oggi, le loro opere, prestate al cinema, risultano ancora estremamente contemporanee, per niente sbiadite né stantie. Le canzoni di Mogol-Battisti non sono solo la colonna sonora di Un’avventura, la nuova pellicola di Marco Danieli, ma l’anima del film, il motore che lo muove.

La trama

Siamo negli anni Settanta, un decennio di rivoluzioni che stravolgono ogni equilibrio nel nostro Paese. Ne è la prova Francesca, interpretata dall’attrice Laura Chiatti, una donna giovane e ribelle, che dice addio al suo amato Matteo, che ha il volto di Michele Riondino, e parte alla volta dell’India, dell’Inghilterra, fino a scoprire il mondo. Francesca rappresenta appieno gli anni che il film racconta, è una donna dinamica, libera da ogni cliché, emancipata, pronta a ogni sfida. Quando torna nel suo paese natio, dunque, si trova a confrontarsi con una realtà che ormai non le appartiene più: lei ha viaggiato, ha visto mondi nuovi, non è disposta a restare ingabbiata in una realtà che non sente sua.

Dall’altra parte c’è Matteo, che non ha mai smesso di amarla ed è pronto a riconquistare il suo cuore. Lui è un meccanico, ma la sua vera passione è un’altra: comporre canzoni. Probabilmente, però, non ha la stessa forza d’animo e il pulsante desiderio di indipendenza e libertà che contraddistingue Francesca: è lei, alla fine, a lasciare la sua regione natale per trasferirsi a Roma, dove inizierà a lavorare come pubblicitaria. Lui la segue e inizia a occuparsi della composizione di sigle per spot pubblicitari.

La musica è l’anima di Un’avventura

La storia abbraccia un arco temporale assai vasto, un decennio, ed è scandita dai brani indimenticabili di Mogol-Battisti. Ma non pensate a semplici canzoni di accompagnamento, Un’avventura ha più anime: è coinvolgente come un musical, potente come un film e, per giunta, appassionante, grazie a una trama solo apparentemente convenzionale, ma in verità districata di colpi di scena e pathos.

Un’avventura, al cinema dal 14 febbraio, torna a farci cantare pezzi intramontabili come Acqua azzurra, acqua chiara, Nel sole, nel vento, nel sorriso, nel pianto, Senza te, Dieci ragazze, Balla Linda, Non è Francesca, tutti perfettamente inseriti in una storia che fa sorridere e commuovere, dinamica, originale e struggente al punto giusto.

Tante eccellenze

Il film ha coinvolto tante eccellenze della musica e della danza, a partire da Luca Tommassini, che ha curato le coreografie presenti all’interno della pellicola. Il cantautore Diodato, che all’interno del film fa un piccolo cammeo, è anche la voce che interpreta il brano Un’avventura sul finale. Ad arrangiare i brani del duo Mogol-Battisti sono stati, invece, Pivio & Aldo De Scalzi.

Insomma, Un’avventura è un film che può accontentare palati diversi, perché è profondamente pop senza mai scadere nella mediocrità, è coinvolgente ma raffinato, è sentimentale ma non stucchevole. È l’ennesima dimostrazione che l’arte, in Italia, è ancora viva e può realizzare opere di grande qualità, pur continuando a rivolgersi ad un pubblico eterogeneo.

Come le canzoni di Mogol e Battisti, del resto, che non hanno un destinatario preciso né una scadenza. Sono per sempre e il tempo che passa, anziché invecchiarle, le rende eterne. Dunque, appuntamento al cinema, per un film tutto da… cantare!

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.