Walter Nudo dopo l’operazione: «Ho pensato che sarei morto»

Walter Nudo ha parlato per la prima volta dopo l'operazione del mese scorso. L'attore ha confessato i momenti di difficoltà vissuti e la paura

Walter Nudo, dopo il malore che l’ha colpito lo scorso mese, ha parlato per la prima volta dei momenti difficoltà che ha vissuto e della paura di morire. Ecco cosa ha rivelato al settimanale Chi.

«Ho pensato “sto morendo”»

Walter Nudo, dopo la brutta esperienza che l’ha visto coinvolto, ha rilasciato la sua prima intervista in cui ha ripercorso i momenti più difficili dell’ultimo mese. Ecco cosa ha raccontato:

Ero a Los Angeles, in albergo. Mi sono svegliato nel letto fradicio di sudore. Avevo freddo, ma sudavo. Il letto era completamente bagnato. Volevo chiamare aiuto, ma dalla bocca uscivano solo suoni distorti. Ho pensato “sto morendo”. Ho infilato non so come le scarpe e ho chiamato un taxi. Mi sono fatto portare da un amico medico che ha capito subito la gravità della situazione. Andiamo in ospedale dove mi sottopongono a una serie di esami. Appena terminati il medico mi dice una frase che non avrei mai pensato di sentire: «Lei ha due ischemie al cervelletto»

E poi ancora:

Improvvisamente ho perso la coordinazione e l’equilibrio. In pochi secondi ho perso il venti per cento del controllo del corpo. La mano sinistra non seguiva i comandi del cervello. Nausea e sudore freddo aumentavano. E intanto sentivo i medici che parlavano, parlavano… e io ero solo. Il primo istinto è stato quello di scappare. L’ho fatto, e sono stato un incosciente, ma mi sono salvato la vita. I medici mi hanno detto che avevo un buco nel cuore. Una patologia congenita. Ho subito pensato che dovevo scappare. In America ero solo. Volevo tornare in Italia, dai miei affetti, dalla gente che mi vuole bene. Così ho mentito ai medici e mi sono imbarcato. Quando l’aereo si è staccato da terra ho ricominciato a sudare e a tremare. Appena arrivato sono andato al centro cardiologico Monzino e, dopo aver fatto gli esami di rito, mi hanno operato immediatamente, in anestesia locale. Quando ho capito che la sonda usata dai medici stava entrando nel mio cuore per ripararlo, sono scoppiato a piangere