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Categorie Curiosità

I borghi più belli e più “instagrammabili” del Sud Italia

L’Italia è tra i paesi più fotografati del mondo. Le foto possono essere condivise sui  canali social dove le immagini la fanno da padrone per conquistare cuoricini, commenti e ricondivisioni. Instagram è infatti il luogo perfetto dove poter condividere con i propri followers immagini immortalate di paesaggi, borghi e luoghi che sembrano dipinti su una cartolina.
Andiamo a scoprire per ogni regione partendo dal sud Italia, un borgo dove potersi perdere e dove poter scattare foto indimenticabili.

Furore (Salerno) – Campania

Tra Amalfi e Agerola lungo la Costiera Amalfitana si trova il fantastico borgo di Furore. Di età romana, questo paesino in provincia di Salerno si arrocca su una montagna a strapiombo su uno dei mari più belli d’Italia. Il luogo accoglie un minuscolo borgo marinaro che fu abitato, tra gli altri, da Roberto Rossellini (che vi girò il film “L’amore”) e da Anna Magnani, e un fiordo che dà vita ad uno scorcio da ricordare sui smartphone e su Instagram. Proprio dal fiordo prende vita la Coppa del Mediterraneo, campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze il primo sabato di luglio.

Presicce (Lecce) – Puglia

A Presicce, Città dell’Olio e Città degli Ipogei, tutto ruota intorno all’oro giallo, al quale è dedicata addirittura una festa. Il borghetto, nell’entroterra salentino a metà tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca, è splendido e si può apprezzare soprattutto nella via Arditi, la più bella del centro storico, in cui sono presenti Palazzo Colella Bisanti e Palazzo Villani. Il paesino, in cui vivono 5 mila persone, si rianima durante due eventi che segnati sul calendario di turisti e abitanti dei paesi limitrofi: la sagra dell’Olio il 17-18-19 agosto e la festa del Patrono, il 29-30 novembre: in onore di Sant’Andrea, la sera prima, si fa un grande falò in piazza chiamato “la focareddha”, seguito dai fuochi d’artificio.

Castelmezzano (Potenza) – Basilicata

Il borgo di Castelmezzano si trova incastonato in pareti di guglie e picchi, sembra quasi far parte della roccia. Passeggiate nel centro storico molto suggestivo, per le ripide scalette che ogni tanto sfociano su punti panoramici da cui vedere le cosiddette “Dolomiti lucane“, potranno far apprezzare le origini saracene e normanne del paese. Castelmezzano è il luogo ideale per chi ama vivere a contatto con la natura dove poter fare trekking, mountain bike, cicloturismo, turismo equestre.

Oriolo (Cosenza) – Calabria

Oriolo è uno dei borghi più belli e meglio conservati, tra il Pollino e lo Jonio. In questo piccolo paesino il castello aragonese costruito in epoca normanna è praticamente intatto, così come le facciate dei palazzi nobiliari seicentesche e il bel portale della chiesa della Madonna delle Virtù. Negli ultimi 50 anni ha visto sensibilmente ridursi il numero di abitanti arrivando oggi a contare poco più di 2 mila residenti mantenendo però quel fascino che lo contraddistingueva negli anni scorsi.

Montalbano Elicona (Messina) – Sicilia

Considerato il Borgo più bello d’Italia nel 2015, Montalbano Elicona è senza dubbio uno dei posti più instagrammabili della Sicilia. Sebbene non sia sulle bellissime coste isolane, il borgo è considerato il Tibet della Sicilia, a causa degli edifici costruiti in pietra arenaria che si affacciano direttamente nel vuoto e soprattutto del Castello svevo-aragonese posto a 907 metri dal mare. Una fuga che permette di scoprire un borgo pieno di vita con portali di ottima fattura ornano le facciate dei palazzi signorili, sormontati da fregi e chiavi di volta.

Carloforte (Sud-Sardegna) – Sardegna

Situata sulla piccola isola di San Pietro, l’estremo lembo occidentale d’Italia, di Carloforte origine ligure ricorda Genova con la sua architettura fatta da viuzze e vicoli tortuosi che si inerpicano su un lieve pendio, carruggi, il porticciolo e le antiche fortificazioni difensive. Peculiarità del territorio è il dialetto che viene considerato come la lingua ufficiale: il tabarchino. Questo dialetto è una variante del ligure, è parlato in Spagna sull’isola di Nueva Tabarca e, originariamente, a Tabarca, nell’odierna Tunisia, da cui prende nome.