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Manichini oversize: trovata geniale o pericolosa?

Arriva da Londra l’ultima trovata del marketing estero: il famosissimo brand Nike ha sfoggiato nel suo shop della Capitale inglese il primo manichino plus-size. L’intento era quello di mandare un messaggio a tutte le donne, anche quelle più in carne, facendole sentire incluse e alla portata dei capi del marchio. Quello che però parte come un progetto pioneristico rischia di diventare pericoloso per la salute. Scopriamo cosa è successo.

Manichini oversize, geniali o pericolosi?

Generalmente entrando in un qualsiasi negozio o sfogliando un giornale notiamo che i corpi mostrati sono a dir poco ingannevoli; forme inesistenti nella vita reale e spesso frutto di foto-ritocco hanno per generazioni e generazioni influenzato l’idea comune di bellezza, indirizzando le donne verso un modello assolutamente fuorviante.

La moda – o almeno parte di questa – nell’ultimo periodo sta virando decisamente verso altri porti; da ormai qualche anno, soprattutto sui social, si respirano campagne bodypositive di ogni genere: c’è chi denigra i corpi troppo magri perché dannosi alla salute, ma parallelamente esalta quelli sulla linea dell’obesità; altri invece si ispirano ai fisici tonici e scultorei delle baniamine del momento dimenticando che i canoni esibiti sono del tutto irreali e così via.

Insomma, il mondo del bodyshaming è davvero variegato e se ne potrebbe parlare per giorni. Per questo motivo le case di moda, che siano queste low cost o meno, stanno cercando di portare un messaggio di unicità per tutti: non importa la taglia che hai, l’importante è chi sei tu.

Anche la Nike, a quanto pare, sembra voler intraprendere lo stesso discorso e infatti nel suo shop londinese espone per la prima volta un manichino plus-size, palesemente più tondo e burroso dei classici manichini da negozio.

Il popolo del web si è diviso fra chi ha apprezzato di molto l’iniziativa e chi invece ha attaccato il brand dicendo che non è giusto mostrare un corpo palesemente non in salute. Fra questi anche la giornalista del Telegraph, Tanya Gold, che ha giudicato l’iniziativa completamente controproducente in quanto il corpo mostrato, anche se finto, rappresenterebbe quello di duna donna obesa. Queste le sue parole:

Il nuovo manichino della Nike non è una taglia 12, che è sana, e nemmeno una 16 – un po’ troppo in carne, sì, ma non tanto da poter uccidere una donna. È immensa, gigantesca, è obesa e non si sta preparando per una corsa con lo sfavillante equipaggiamento della Nike; questa donna non può essere in grado di correre.

Nonostante la giornalista sia stata molto criticata per questa sua uscita, alcuni medici nutrizionisti si sono esposti sull’argomento. Questi hanno dichiarato che una donna per essere considerata in salute dovrebbe avere un girovita che non supera gli 88 centimetri di circonferenza. La polemica, infatti, nasce proprio da questo elemento poiché il girovita del manichino plus-size supera di molto il requisito necessario.

Gli altri rivenditori dicono

Lo sport, comunque, rimane di tutti e per tutti. Anzi è sicuramente consigliato per tenersi in forma a prescindere dalla taglia di pantaloni che indossiamo. Soprattutto nell’ultimo anno, tutto il mondo ha potuto godere di grandi glorie appartenenti al mondo dello sport femminile – tematica che ha oltretutto fomentato diverse aspre critiche – e l’intento di Nike era proprio quello di promuovere e sempre di più sostenere le atlete donne, che siano esse famose e spinte dagli sponsor oppure semplici casalinghe con il pallino della forma fisica. Nonostante il manichino abbia destato sospetti e dissapori, la Nike non ha fatto altro che prendere spunto da alcuni rivenditori che già precedentemente avevano spostato l’attenzione anche e non solo su modelli fisici più vicini alla realtà. Fra questi troviamo Nordstrom, Old Navy e Debenhams che da tempo fanno uso di manichini decisamente più inclusivi.