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Categorie Interviste

Interviste POP: scopriamo chi è Mister Unique Life!

Mister UniqueLife ha un nome ed è Fabrizio Politi; art director romano di talento che spopola su Instagram a suon di paesaggi mozzafiato, meravigliose composizioni artistiche e soprattutto tanto cibo. Di Fabrizio sappiamo più o meno tutti che lavora in un’agenzia di comunicazione, che ama viaggiare (e mangiare), adora i cani – in particolare i bulldog – e che ha un animo creativo. Ma a noi di DonnaPOP queste informazioni non bastavano e siamo andati ad indagare meglio nella vita di Mr. UniqueLife. Scopriamo insieme chi è il ragazzo tatuato con l’amore per le ciambelle.

Fabrizio, il tuo profilo Instagram parla da solo; guardando le immagini, ci si immerge in atmosfere magiche, romantiche, ironiche. Saper emozionare è davvero un talento e tramite le tue foto è difficile non sognare, non immaginare una storia. Quando hai iniziato, cosa avevi in mente? In che modo ti sei approcciato a Instagram e soprattutto con quale scopo?

Quando ho iniziato avevo un profilo “standard”, selfie, foto del cane, foto del sushi… poi una mattina scorrendo altri profili ho visto che il mio era uguale a tanti altri e mi sono detto che non ero così. Ho quindi iniziato a cercare idee e profili stimolanti che mi piacessero, da lì sono poi passato a voler creare un’immagine che potesse essere riconducibile a me usando le mie braccia con i miei tatuaggi. Lo scopo dei social senza starci tanto a girare intorno è prima di tutto l’ego della persona, poi può diventare un lavoro. Io sono un art director e ho voluto approcciarmi a questo mondo come una sfida per poter usare la mia creatività in maniera diversa.

Sappiamo che lavori come grafico per un’importante agenzia; sei una persona creativa, questo è certo, ma pensi che il tuo background culturale, la tua preparazione tecnica ti abbiano aiutato ad inventare le linee guida del tuo progetto social?

Di certo credo che sia stata la base che mi abbia aiutato ad avere una visione diversa, un approccio più creativo alla creazione dei contenuti, evitando che copiare cose già visto o fatte da altri.

Quindi, secondo la tua esperienza, quali temi vanno per la maggiore su un social come Instagram? Abbiamo visto che nelle tue foto ricorre spesso il tema del food, la creazione di veri e propri pattern con oggetto frutti, biscotti, ortaggi e altri alimenti. Trovi che questo sia il vero caposaldo dell’era social, fotografare un piatto o una composizione particolare per ottenere mi piace?

I temi principali sono viaggi e food. Sono legati all’idea di chi guarda questo social di riuscire un giorno ad andare non so in un’isola deserta, in un resort a Bali o in un ristorante esclusivo a Singapore. Per quanto riguarda il caposaldo non lo so, io seguo le mie sensazioni, le mie idee e le cose che voglio comunicare in una determinata foto e quindi la creo di conseguenza..Mettiamoci pure che io ho sempre fame quindi non faccio testo!

Ormai siamo tutti iper-connessi e attraverso i contenuti che decidiamo di pubblicare otteniamo consensi e critiche. Tu sei seguitissimo e ricevi feedback positivi da ogni parte del mondo, ma come crediamo sicuramente ti sarà capitato di ricevere commenti sfavorevoli. Come ti poni in merito? È una cosa che scoraggia, nonostante i grandi numeri che riporta il tuo profilo, o anzi ti sprona a fare meglio e lasciar parlare la gente che non ti conosce?

Quando decidi di entrare nel mondo social, devi essere pronto a metterti anche a nudo e ogni utente può dire la sua. Se si dovesse postare solo per avere commenti positivi sarebbe inutile, per me. Ho avuto, ne ho, e ne avrò di commenti negativi, cerco sempre di essere educato, non è dello stesso parere il mio DNA della Magliana (quartiere alla periferia di Roma, ndr.), anche perché alla fine parliamo di commenti dietro uno schermo. Io cerco di analizzarli e capire cosa mi viene detto in modo tale da dare il giusto peso alle parole per migliorare. Sui social tutto possono e dicono ciò che vogliono, anche questo è il bello di queste piattaforme.

Ti aspettavi tutto questo successo?

Se posso, io ho due lavori ed uno va avanti fino alla sera alle 23:00, non parlerei proprio di “successo”. Sono uno dei tanti, ce ne sono più piccoli, più grandi, siamo tipo 1 miliardo di utenti su Instagram; io sono una goccia nell’oceano. Sono solo un creativo che sgomita.

Sappiamo che sei il co-founder di Nafi.uk: puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?

Nafi (Not Another Fucking Influencer) è un blog nato a 4 mano con @isamuko. Collaboriamo insieme, e abbiamo deciso di unire le nostre passioni per raccontare le nostre esperienze, dai viaggi, al cibo, alle scoperte nelle varie città. Cerchiamo di avere un approccio social, ma poco mainstream, alle cose, in modo tale da dare agli utenti idee diverse, strade inusuali da seguire per avere esperienze più local.

Ormai tutti, chi più, chi meno, abbiamo la deformazione di fotografare ciò che troviamo accattivante; l’aspetto esteriore è diventato il focus di ogni scatto. Tutto deve essere aestethic, come vuole il gergo. Pensi che i gestori dei locali o chi si appresta a cominciare l’attività di commerciante tenga presente questo aspetto più di quanto si faceva anni fa?

Ufficialmente i social, raccontano la parte migliore della nostra vita, quindi tutti cerchiamo di scattare e postare qualcosa di bello da raccontare. Nessuno posterebbe che sta in fila alla posta, ma posta che invece è in un locale per l’aperitivo, per intenderci. Ormai i locali hanno capito che i social sono la vetrina diretta e immediata per far arrivare agli utenti la sensazione del locale, cosa li aspetta e anche quanto sia “cool” andare li piuttosto che da un’altra parte.

Come sai, siamo un magazine tutto al femminile, quindi vogliamo farci un po’ gli affari tuoi. Trovi che il tuo successo con il gentil sesso sia aumentato o è rimasto lo stesso dopo la tua ascesa su Instagram?

Io sono zitello da 5 anni, fuggito dall’altare, quindi ho ben chiaro quali sono i miei bisogni e i miei spazi. Certo qualche direct messagge arriva ma nulla di cosi compromettente e comunque ricordiamoci che un like non è una proposta di matrimonio.

Se domani per un bug di Instagram il tuo profilo venisse chiuso, sarebbe una tragedia o l’occasione per rinnovare il tuo personaggio e ricrearne uno diverso?

Sarebbe l’occasione per rimboccarsi le maniche e ricominciare.

Credi che il tuo lavoro, senza i social, potrebbe esistere ugualmente?

Il mio lavoro esiste da prima dei social, di certo ora è più immediato e più influenzato. Basti pensare che ormai i social sostituiscono campagne vere e proprie che prima si facevano mezzo stampa o tv. Diciamo che sono l’evoluzione dei tempi.

Concludiamo con una domanda che fa riferimento al nome del nostro magazine. Per DonnaPOP, l’accezione POP rappresenta qualcosa di attraente, accattivante, di tendenza. Cosa è per te POP?

POP è tutto ciò che riesce a stupirti, a stimolarti, a incuriosirti. Qualcosa che riesce a influenzarti per sviluppare nuove idee.

Fabrizio lo trovate su Instagram sotto il nome di @misteruniquelife e qui sotto vi proponiamo qualche altro suo scatto davvero suggestivo.