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Interviste POP: Susanna Vianello, la figlia d’arte che ama stare dietro le quinte

Il cognome dovrebbe ricordarvi qualcosa. Figlia d’arte per eccellenza, nata dall’unione di Wilma Goich ed Edoardo Vianello, Susanna Vianello ci racconta le sue inclinazioni artistiche, le sue speranze per il futuro e cosa le sta maggiormente a cuore. Twitstar inconsapevole, speaker radiofonica e amica sincera: ecco chi è la primogenita dei Vianella!

Interviste pop: le parole di Susanna Vianello

Parliamo di arte, tu sei figlia di due grandi artisti della canzone italiana, Edoardo Vianello e Wilma Goich. Partiamo dalla domanda più inflazionata, ma necessaria per iniziare questa nostra chiacchierata: com’è stato crescere in una famiglia di cantanti?

Quando nasci figlio di un artista, non ne sei consapevole, almeno non quando sei piccolo. Per me, i miei genitori erano due persone normali che lavoravano, esattamente come tutti gli altri. Quando a scuola ci chiedevano: «Che lavoro fanno i vostri genitori?», io ero l’unica a rispondere «I cantanti!». Non mi rendevo conto che fossero conosciuti, non avevo la percezione che gli altri sapessero chi fossero. Quella ho iniziato ad averla dopo, ma comunque non capivo cosa avessero rappresentato per la gente prima che nascessi io. Per me erano solo mamma e papà, peraltro sono due genitori molto tradizionalisti, quando ero adolescente sono stati anche molto severi.

Parliamo dei pro e dei contro di essere figlia d’arte.

Partiamo da un presupposto: io non dico mai di chi sono figlia, lo dico sempre dopo, mai prima. Quando conosco qualcuno, è l’ultima cosa che viene a sapere di me. A volte mi chiedono: «Vianello come il cantante? Ma siete parenti?». Forse ho sbagliato a non sfruttare il mio cognome, molti l’hanno fatto, io no. I pro? Non saprei, ci sono davvero dei pro, a parte il fatto di avere un papà che ha scritto tante belle canzoni e una mamma con una splendida voce? (ride, ndr) Per quanto mi riguarda, invece, ci sono stati dei contro: il fatto di avere due genitori famosi mi ha bloccato. In passato ho cantato, oggi faccio la speaker radiofonica, ho lavorato nel mondo dell’arte, perlopiù dietro le quinte, ma l’ho fatto sempre come secondo lavoro. Il motivo? Per non sentirmi dire «Facile per te che sei “figlia di”!». Inoltre, i miei genitori mi hanno sempre ostacolato, mi hanno sempre detto «Guarda che il mondo della musica è difficile, noi siamo di un altro periodo, ora le cose sono cambiate». Mio padre mi ha sempre detto «Fai un lavoro serio e poi tutto il resto!». A ripensarci, un pro c’è: sono cresciuta in mezzo all’arte, alla musica, ai musicisti! Questo sì che è un pro, una grandissima fortuna.

Ti hanno mai proposto un reality show in quanto “figlia di”?

No. Non ti nascondo che, se me l’avessero proposto, qualcuno l’avrei anche fatto…

Quale, ad esempio?

Pechino Express lo farei, mi divertirei davvero tanto! Uno che non farei mai e poi mai è l’Isola dei famosi! Se mi tolgono il cibo, io divento una iena, quindi assolutamente no! Peraltro non amo nemmeno il sole. Io non demonizzo i reality, li guardo, non capisco chi li critica, fanno parte del nostro costume. Bisogna saperli guardare, ovviamente. Se idealizzi i personaggi che vi partecipano, l’approccio è sbagliato. Sono persone, al di là del lavoro che fanno, e in quanto tali vanno valutate. Lo stesso discorso vale per i talent. Oggi il problema non è solo arrivare al successo, ma mantenerlo, perché c’è troppa roba in giro. In radio, ad esempio, cerco di ospitare tanti giovani emergenti perché è giusto dar loro un’occasione, ma sono tanti. Fosse per me, aiuterei molti di loro.

Allora facciamo un gioco: dimmi tre artisti che avresti voluto scoprire tu.

Parto da un giovane artista che, ne sono convinta, arriverà presto al successo, perché è davvero in gamba: si chiama Fulminacci, è un cantautore originale, ha qualcosa da dire, a differenza di altri che, seppur bravi, mancano di contenuto. Penso a Licitra, ad esempio, vincitore di X-Factor: bravo, intonato, ma senza nulla di interessante da raccontare. Il secondo nome che ti faccio è quello di una cantante giovane ma che è già famosissima: si tratta di Levante. Pensa che lavoravo all’edicola di Fiorello e, un giorno, gli ho detto: «Ma tu l’hai mai sentita Levante?», lui mi ha risposto di no e allora gli ho mostrato il video di Alfonso. Fiore se n’è innamorato e l’ha invitata in edicola da lui! Per il terzo nome, beh, devo ammettere che avrei voluto essere la Maionchi, che è colei che l’ha scoperto: mi riferisco a Tiziano Ferro. Mi piace tanto, un grande cantautore, ma anche un grande uomo. Una persona vera.

Insomma, la tua è una vita con un piede nel mondo dello spettacolo e l’altro fuori…

Proprio così. Non amo apparire, la tv mi piace dietro le quinte, stare davanti alle telecamere non fa per me, io non mi trucco, mi vesto come mi capita, non amo stare sotto i riflettori. La radio è il mio ambiente naturale, lì posso essere me stessa, parlare con il pubblico, far conoscere la musica che mi piace. Poi, un giorno, non mi dispiacerebbe nemmeno produrre qualche giovane artista. Questo è un sogno che mi piacerebbe realizzare, chi lo sa che non avvenga in futuro.

A proposito di dietro le quinte, durante l’ultima edizione del Grande Fratello Vip, hai sostenuto uno dei personaggi più controversi e criticati del reality: Jane Alexander. Hai gestito i suoi social durante il suo periodo di permanenza nella casa.

Jane la conosco da venticinque anni. Oggi non siamo più amiche, proprio per colpa del Grande Fratello! (sorride, ndr) Quando è entrata nella casa, mi ha chiesto di occuparmi dei suoi social; l’ho fatto e spesso sono stata anche in studio a sostenerla. Quando è entrata, era fidanzata con Gianmarco (Amicarelli, ndr) e, insieme a lui, ho gestito i suoi canali social. Nel momento in cui è iniziata la relazione di Jane con Elia (Fongaro, ndr), mi sono ritrovata in una situazione complicata. Non è stato facile. Quando è uscita con Elia, io sono diventata sua amica. Quando si sono lasciati, la mia amicizia con lui è proseguita e, inevitabilmente, quella con Jane è naufragata. Le voglio un gran bene, spero stia bene e che la scelta che ha fatto la faccia felice. Una cosa, però, voglio dirla…

Prego…

È tutto vero. Niente di studiato o di preparato, quello che è successo nella casa è tutto reale. Quindi, per me che ero fuori, è stato difficile gestire i suoi social, con la pioggia di commenti negativi che arrivava ogni giorno. Lei non poteva sapere cosa stesse succedendo fuori, poteva immaginarlo, sì, ma non averne la piena consapevolezza.

Elia come ha preso la scelta di Jane di tornare con Gianmarco?

Elia è giovane, ha ventotto anni, si è dispiaciuto, all’inizio, ma poi la vita va avanti. Poi lui in questo momento è molto concentrato sul suo lavoro, sui suoi sogni. Questo è un altro motivo per cui è finita la relazione con Jane, del resto la differenza d’età era tanta e questo ha fatto sì che non capissero pienamente le esigenze l’uno dell’altra.

Per chiudere questa parentesi, mi permetto una piccola provocazione: la gelosia per Elia può aver influito sulla fine del tuo rapporto con Jane?

No, assolutamente, di questo ne sono convinta. Credo semplicemente che qualcosa si sia rotto nel momento in cui lei è tornata con Gianmarco, con cui io avevo chiuso i rapporti dopo che sembrava che tra loro fosse finita, e io sono rimasta amica di Elia, con cui lei ha tagliato i ponti. Tutto qui. Comunque non abbiamo litigato, ci siamo allontanate, magari un giorno ci rincontreremo, chi lo sa. Io non ce l’ho con lei, le voglio un gran bene, non so lei, ma per me è così.

Per noi di DonnaPOP, l’accezione POP rappresenta qualcosa di attraente, accattivante, di tendenza. Cosa è per te POP?

Per me pop è l’innovazione, il progresso. Ogni tanto sento dire «Si stava meglio prima». Ma che dite? Ma non è affatto così! Io sono contro tutto ciò che è legato al vecchio sistema. Pop è guardare avanti. Altrettanto pop, inoltre, è la noia. Anzi, meglio ancora, è pop avere il tempo di annoiarsi. Oggi abbiamo talmente tante cose che annoiarsi è diventato impossibile. Ecco, io trovo pop la noia, che porta a pensare, creare, mettersi in discussione. Annoiarsi fa rallentare il tempo e ci permette di goderne pienamente. Pop è anche leggere un buon libro. Ah… posso dire un’ultima cosa?

Certo!

Pop è la gente che sa scrivere in italiano! Oggi non si sa più scrivere e parlare, io amo la parola, saper usare la nostra lingua è straordinario. Se mi arriva un messaggio scritto in modo sgrammaticato, io non rispondo! Se conosco un uomo che mi piace ma non scrive correttamente, con me ha chiuso! (ride, ndr)