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Interviste POP: Chi è Isabella Talone, l’influencer senza volto

Isabella Talone, su Instagram, è Isamuko! Chi è? Semplice: un’artista che comunica attraverso le sue foto. Anzi, è il caso di dire che i suoi scatti sono vivi! Il tratto distintivo di Isamuko? L’eleganza. Non la conoscete ancora? Noi di DonnaPOP l’abbiamo intervistata per voi. Scoprite il mondo di Isamuko!

Osservando il tuo profilo, ci si rende subito conto del tuo gusto e della tua eleganza; nonostante abbiano tutte un grande impatto visivo,associ ai post una didascalia che esprime il tuo stato d’animo in merito a quel preciso scatto. Trovi che questa interpretazione sia corretta?

Grazie innanzitutto per i complimenti. Sì, la vostra interpretazione è corretta. Ogni cosa che scatto è frutto di quello che sento e vivo, di un mio stato d’animo, e mi piace condividerlo non solo con un’immagine, ma anche con le parole. Una sorta di fil rouge che lega i miei lavori. Cerco di dare voce alle immagini.

Abbiamo notato che molti tuoi scatti ritraggono scene quotidiane; una Roma sveglia e pronta a cominciare la giornata, New York nel pieno della sua vita e dei suoi colori; ma anche folclore e soggetti intenti in azioni comuni. In un mondo come quello di oggi, dove vogliamo che arrivi tutto e subito, ti piace l’idea che una foto possa raccontare così tanto, pur effettivamente non dicendo nulla?

Ho sempre creduto che la fotografia debba raccontare, per quello amo fare street photography. Catturare attimi di vita vera non artefatta, raccontare la vita di ogni giorno, quella senza i lustrini patinati dei social, questo è quello che mi piacerebbe trasmettessero le mie foto.

I tuoi numeri su Instagram parlano chiaro: sei seguitissima! Come è cominciata questa esperienza e a cosa ti ha portato?

È cominciata per caso, da una scommessa fatta con il mio ex. Ero completamente fuori dal mondo social, usavo solo Whatsapp, per me Facebook e Instagram non esistevano. Poi, un giorno, per motivi che non sto a spiegarvi, vi annoierei, ho sfidato il mio ex ragazzo, ho aperto il mio profilo Instagram, le foto hanno funzionato da subito, piacevano e dopo un anno mi sono ritrovata ad avere 40 mila follower. Sfida vinta, ma onestamente, detto tra noi, non me lo sarei mai aspettato. Da lì mi sono detta «Perché smettere?» e cosi Isamuko è diventato il profilo che vedete oggi. Non sono una fotografa (nella vita sono una fashion designer e quello è il mio lavoro) e tutto questo coinvolgimento mi ha lasciato piacevolmente colpita, mi ha portato a scoprire un lato di me che tenevo nascosto. La passione del racconto che diventa fotografia.

Recentemente abbiamo intervistato il tuo amico e collaboratore Fabrizio Politi – in arte Mister Unique Life. Ti va di spiegarci quello che rappresenta per te il vostro progetto Nafi.uk e dove speri possa portarti un giorno?

Nafi (Not Another Fucking Influencer) è un contenitore che raccoglie le passioni che io e Fabrizio abbiamo in comune. Viaggi, buon cibo e luoghi inusuali. Siamo due persone che hanno passioni comuni e le raccontano in un blog che un giorno speriamo diventi un punto di riferimento per persone che si stancano di vedere sempre le stesse cose, negli stessi posti. Cerchiamo di scoprire il mondo con uno sguardo diverso dal convenzionale e lo condividiamo in questo che un giorno speriamo diventi un grande contenitore, una sorta di mini guida dove prendere spunto per i propri viaggi.

Di te sappiamo poco e nel pieno stile POP vorremmo conoscere meglio la vera Isabella. Tre cose a cui non puoi rinunciare?

Camminare a piedi scalzi (fosse per me le scarpe non esisterebbero, anche se ne ho due armadi pieni), alette di pollo cucinate all’americana, viaggiare.

Oggi Instagram è una vera e propria vetrina. Un bel locale invoglia ad uscire, un bel piatto a mangiare bene ed ovviamente un bel viso porta tanti like. Nel tuo profilo appari poco e sempre di spalle, lasciando evincere solo pochi dettagli di te. Questa è una scelta voluta o qualcosa che è arrivato col tempo, magari una sorta di firma?

Ormai, sì, è una sorta di firma, ma non voluta o studiata a tavolino. Semplicemente ho sempre pensato che il tipo di fotografia che mi piaceva condividere non aveva bisogno di me per essere forte. Se un lavoro è ben fatto, angolazione giusta, colori studiati, atmosfera equilibrata, insomma, se una foto racconta, non ha bisogno del mio faccione in bella vista per essere apprezzata. Non sono mai stata egocentrica nel senso dell’esposizione diretta, non ho mai sentito l’esigenza di essere al centro. Mi fa piacere avere consenso, certo, ma lo lego più al prodotto che condivido e non al mio volto.

Se fossi una città, quale saresti?

Sarei New York. New york è schiva, esigente, attraente e logorante se non la sai reggere, se non le stai dietro, ti sfinisce e ti lascia andare, ti abbraccia forte fino a soffocarti, ma le devi saper stare addosso. Io sono così… La amo per questo sono esigente come lei. Do tanto ed esigo tanto.

Abbiamo chiesto anche a Fabrizio quali sono secondo lui i temi che ricorrono più spesso su Instagram. Banalmente ci verrebbe da dire cibo, gatti, scorci e selfie. Anche secondo te è così?

Sicuramente è cosi o lo era fino a poco tempo fa, ma credo che oggi Instagram stia avendo un’evoluzione. Credo che la gente si sia stancata della fuffa o comunque di vedere i soliti contenuti legati ai temi che avete citato. Sicuramente cerca sempre leggerezza, stiamo comunque parlando di un social, ma tende a seguire sempre di più gente che crea contenuti di qualità, che dia suggerimenti diversi dalla quotidianità che vivono; persone di cui realmente potersi fidare, per questo le stories stanno prendendo sempre più piede, perché lì si racconta la vita di una persona e si prende fiducia perché entra a far parte della tua quotidianità.

La tua vita social quanto influenza la tua quotidianità?

Non sono una persona che, dalla mattina alla sera, pur di dire qualcosa e di fare stories, s’inventa l’aria fritta. Uso il mezzo quando ho davvero qualcosa da dire. Non credo che le persone che mi seguono siano davvero interessate a sapere quante volte al giorno vado a fare la spesa, a che ora mi sveglio o a vedere il mio faccione a tutte le ora. Magari gli interessa di più un suggerimento su un bel locale che ho provato piuttosto che un museo che ho visitato, o un negozio di vintage che ho scovato. Quando ho queste informazioni, ho il piacere di condividerle, altrimenti preferisco non dire nulla. Non mi sento una “maestrina” che deve insegnare la vita, non sento di dover per forza essere sempre iperconnessa per la paura di perdere consenso, racconto quando ho qualcosa da dire. Quindi diciamo che, sì, influenza la mia quotidianità ma non la invade.

Per noi di DonnaPOP, l’accezione POP rappresenta qualcosa di attraente, accattivante, di tendenza. Cosa è per te POP?

Per me pop è colore, immediatezza, intraprendenza e assurdo nello stesso tempo, è stimolante nella creazione. Quel qualcosa con una marcia in più che diventa alla portata di tutti.

Qui sotto vi lasciamo qualche altro scatto di Isamuko: