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Interviste POP: Lisa Panetta, la rinascita con Ora o mai più e il sogno di Sanremo

Lisa Panetta, conosciuta semplicemente come Lisa, è arrivata al successo nel 1998, quando ha partecipato a Sanremo con l’intramontabile Sempre. Dopo anni di successi, concerti in Italia e all’estero e centinaia di migliaia di dischi venduti, è arrivata la malattia, la paura, il silenzio. La sua rinascita è avvenuta l’anno scorso, quando ha partecipato a Ora o mai più e ha vinto. Ecco cosa ci ha raccontato l’artista calabrese, pronta a tornare in pista con un nuovo progetto musicale.

Iniziamo questa nostra chiacchierata partendo dai tuoi primi passi nel mondo della musica: avevi appena diciassette anni quando hai pubblicato Con un amico non puoi, il tuo primo brano. Che ricordi hai dei tuoi esordi?

Ero in estasi! Finalmente vedevo il mio sogno iniziare a prendere forma in maniera concreta. Io, una piccola cantautrice, uscivo con un singolo interamente scritto da me, musica e parole. Raccontavo di una mia esperienza personale. Ricordo che ero impaziente, volevo sentire il mio primo brano suonare in radio, ma ho dovuto aspettare che la burocrazia, tra i vari discografici e i produttori, facesse il suo corso. Per cui alla fine ho goduto ben poco di quella gioia, era più difficile di quanto pensassi, ma ero piccola e non potevo saperlo.

Ti dico solo tre cose: 1998, Sanremo, Sempre. Non serve aggiungere altro, lascio a te raccontare l’emozione di quel momento della tua vita.

Sin dall’età di dieci anni guardavo con ammirazione infinita al grande Pippo Baudo. Sognavo e speravo di poter salire un giorno su quel palco ed essere presentata da lui. Mi ispirava una grande simpatia: un uomo elegante e raffinato con una grande cultura, un uomo che per me rappresentava al meglio il mondo della musica italiana. Piangevo perché volevo stare lì è trovavo ingiusto, invece, dovermene stare a casa a guardare ciò che accadeva su quel palco magico. Cosi ho deciso che che prima o poi sarei riuscita a realizzare quel sogno pazzesco. Ho creduto talmente tanto in quel desiderio che, quando mi è capitato di realizzarlo, ero quasi incredula, ero come ovattata, chiusa in una nuvola, cuore a mille e felicità incontenibile, le gambe tremavano e la voce esplodeva, ricordo che le braccia non si fermavano, quasi a prendere il volo come si fa solo in un grande sogno. Per di più era la seconda volta che vi tornavo, dopo aver ottenuto un secondo posto con il brano Se tra i Giovani, ma con Sempre gareggiavo tra i Big.

A Sanremo ci sei tornata per la terza volta nel 2003, quando hai proposto Oceano, che si è rivelato un altro grande successo. Come hai vissuto l’emozione del palco dell’Ariston, stavolta?

Dopo cinque anni in Francia, mi mancava tremendamente l’Italia, così proposi al mio produttore un rientro con il brano Oceano. Adoravo l’idea di ritornare nuovamente in quella città che amavo e amo da sempre. Lì fui scoperta artisticamente, proprio a Sanremo conobbi il mio primo discografico, all’età di 15/16 anni, quando presi parte ad un concorso canoro che mi vide vincitrice. A parte la discografia, i miei genitori mi raccontarono che una volta, da bimba, mi portarono in vacanza a Sanremo ed io, a soli 5 anni, scappai dalle loro mani per attraversare e correre al chiosco dei gelati sul lungomare e ne comprai uno tutta felice e soddisfatta (scoppia a ridere, ndr)! Insomma, ero già di casa!

E poi il silenzio, gli anni della malattia e l’inevitabile allontanamento dalla musica.

Un vero incubo. Avevo paura di perdere la vita e i miei obbiettivi. Stavolta il cuore e le gambe tremavano in senso negativo. La fede mi ha aiutato molto, i miei fan non mi hanno mai abbandonato, la volontà di farcela nemmeno e, nei momenti di sconforto, cercavo di essere positiva, anche se non è stato facile. Non auguro a nessuno di vivere ciò che ho vissuto. Ho cercato di non perdere mai la speranza, di guardare avanti, di non demordere.

Recentemente anche una tua collega, Emma Marrone, ha affrontato un problema di salute e la vicinanza del pubblico le si è rivelata di grande aiuto. Tuttavia, sul web ha trovato anche tanti haters pronti a offenderla e augurarle il peggio.

Purtroppo viviamo in una società repressa e schiacciata dal disordine. Essere umano: bisogna riflettere su queste due parole, che dovrebbero rappresentarci. Noi dovremmo saper essere estremamente umani. Detto ciò, penso che Emma sia una donna forte e tenace. Sensibile sì, ma anche estremamente intelligente, per cui sono certa che saprà voltare le spalle alla malvagità e magari trasformare l’odio in amore come solo pochi grandi sono capaci di fare.

Parliamo di un’esperienza fondamentale nella tua carriera: Ora o mai più, lo show di Amadeus che ti ha visto trionfare nella prima edizione. Che esperienza è stata?

Credo una tra le più forti di tutta la mia vita e averlo vinto mi ha regalato delle emozioni che difficilmente dimenticherò. Premetto che sono una persona molto riservata, ma a questo programma, che vedeva luce per la prima volta a giugno 2018, ho regalato il racconto della mia vita anche se in parte e con grande difficoltà. Mi sono messa a nudo cercando di non oltrepassare troppo i limiti con me stessa e sono tantissime le cose che non ho voluto raccontare. Volevo che la gente ritrovasse la persona e non il personaggio, la cantante ma con la sua vita. Ho raccontato della mia malattia con paura, pudore e con grande attenzione. Parlare di se stessi non è mai troppo facile, ma quando ho capito che questo poteva essere d’aiuto a chi stava dall’altra parte, allora mi sono lasciata andare un po’ di più.

Quando sei tornata, dopo qualche anno di assenza, hai trovato una realtà del tutto cambiata: prima del tuo allontanamento dalle scene, i social non avevano preso ancora piede, i dischi si vendevano ancora e gli show televisivi facevano grandi numeri. Com’è stato l’impatto con questa nuova realtà?

Effettivamente ci sono stati parecchi cambiamenti negli anni e i social si sono imposti sempre più. Quando uscii con Rispetto 6.1, nel 2016, sapevo già che la musica era cambiata, ma in verità ricordo che, sin da quando avevo sedici anni, i discografici dicevano che ormai nulla era più come prima e che i dischi non si vendevano più, eppure io ho venduto oltre 600.000 copie in tutto il mondo.

Un autore ti chiama e ti propone di cantare un suo brano, chi vorresti che ci fosse dall’altra parte del telefono?

Sarebbe eccezionale se Mogol mi chiamasse per dirmi «Ho un brano straordinario per te», cosi come Vasco Rossi o Zucchero. E, perché no, magari anche Takagi e Ketra!

Adesso, invece, pensa a un duetto: al fianco di chi ti piacerebbe cantare?

Vasco Rossi, Emma, Ghali, Marracash… insomma, la lista è lunga! (sorride, ndr)

Se potessi “rubare” una canzone a un tuo collega, quale sarebbe?

Che sia benedetta di Fiorella Mannoia.

Se tu fossi un libro, quale saresti?

Il Piccolo Principe.

Se fossi un film?

L’attimo Fuggente.

Sanremo è alle porte, ti vedremo sul palco dell’Ariston nel 2020?

Bisogna chiederlo ad Amadeus! I miei fan mi hanno chiesto in coro di presentare un brano, non potevo e non volevo deluderli! (sorride, ndr) I sondaggi nei vari social dicono che la gente avrebbe piacere di rivedermi su quel palco, perciò vediamo e attendiamo. Ricordo che quando eravamo a Ora o mai più, Amadeus mi presentò immedesimandosi nel ruolo di presentatore del Festival e forse quel gesto gli ha portato fortuna. Subito dopo la mia vittoria, in una delle sue interviste, disse che avrebbe visto bene Lisa a Sanremo! Bene, io il brano l’ho presentato, un brano molto importante. Aspettiamo il 6 Gennaio per sapere, tra l’altro è il giorno del mio compleanno. Nel mentre sto lavorando al mio nuovo album, alle lezioni di canto che do privatamente attraverso il mio Sito Web Ufficiale, www.LisaOnline.com, oltre che alla preparazione della tournée.

Concludo con questa domanda: per noi di DonnaPOP, l’accezione POP rappresenta qualcosa di bello, accattivante, di tendenza. Cos’è per te POP?

Non avrei saputo dirlo meglio: anche per me è tutto ciò che è bello, accattivante e di tendenza!

Fonte foto: today.it