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Categorie Psicologia

Singles Day: le donne single sono più felici, soprattutto dopo i 45 anni!

Le donne single si concentrano sul lavoro, sono felici e preferiscono dedicarsi a loro stesse e alle loro passioni piuttosto che ritrovarsi schiave di una relazione stabile. Lo dice un’analisi di mercato Mintel, di un’agenzia inglese: il 32% di donne single tra i 45 ed i 65 anni ha affermato di stare benissimo da sola. La psicoterapeuta Elisabetta Todaro risponde ad alcune domande in merito.

Le donne single sono più felici?

Da qualche tempo vi è ormai la definizione di felicemente single. Ma a quando risale davvero il concetto secondo cui le donne sarebbero più felici da sole piuttosto che con un uomo? La Dottoressa Todaro risponde:

Credo che sia necessario prendere in considerazione un fenomeno relativamente recente, quello dell’assertività femminile. Le donne stanno avendo sempre di più la possibilità di affermarsi sia a livello lavorativo che affettivo. Sicuramente questo è il risultato di un cambiamento socio-culturale iniziato da anni e a esserne maggiormente influenzate sono le donne che si trovano in contesti culturalmente stimolanti. Queste donne sviluppano di più le loro capacità emancipative e si distaccano dallo stereotipo femminile che vorrebbe la donna più legata al contesto domestico-familiare. La differenza, rispetto a non troppo tempo fa, è che queste donne hanno la possibilità di fare una scelta e prendere le distanze dallo stereotipo.

Insomma, le donne in passato vedevano realizzarsi i loro sogni solamente in relazione ad un progetto familiare o nel solo fatto di accompagnarsi a qualcuno, più come uno status sociale che come una vera e propria voglia di creare una famiglia e un rapporto solido. Infatti, nel lessico, una donna sposata era una “signora“, chi aveva dei figli era “madre di famiglia“, mentre chi non faceva quelle scelte era automaticamente una “zitella” – accompagnata spesso dall’accezione di acida.

Oggi una donna che non si sposa o non vuole figli è una donna che ha semplicemente fatto una scelta diversa, una donna indipendente, forte e che non ha bisogno di terzi per sentirsi realizzata.

È giusto dire, quindi, che le donne single oggi vengono giudicate meno? Elisabetta Todaro risponde:

È necessario differenziare in base al contesto. Sicuramente ci sono molte più donne che fanno della propria affettività un terreno di sperimentazione. Esistono ancora però anche donne che rimangono ancorate ad alcuni valori che, in alcuni contesti, sono molto più vicino allo stereotipo. Chi sceglie di restare single non si sente più giudicata quando crede nella sua scelta. Se le donne sono circondate da donne che si affermano sul lavoro, che studiano, che sviluppano competenze, sicuramente sono più stimolate ad andare in quella direzione. Se nella famiglia di appartenenza le donne si sono sempre affermate nell’essere mogli e madri è chiaro che tenderanno a replicare in maniera piuttosto automatica quel modello. A fare la differenza sulla scelta della propria strada, in questo caso, interviene il contesto, ad esempio il fatto di andare a studiare in un’altra città o di fare esperienze lavorative differenti rispetto a quelle fatte dalla famiglia. In questo caso l’elemento di novità può essere accolto.

Scegliere un compagno di vita, dunque, non è più un bisogno dato dalla società, ma una scelta. Questo perché le donne ora sono più portate a riflettere, soprattutto su loro stesse e quindi a conoscersi meglio. Donne e uomini interagiscono in maniera diversa rispetto a un tempo e le donne si distaccano sempre di più da uno stereotipo tradizionale che le vede regine del focolare e basta. La donna di oggi mette a fuoco ciò che vuole e ciò che non vuole, ciò che le piace e ciò che non le piace. E se pensate che sia del tutto normale e scontato, beh, non è così! Fino a pochi decenni fa questa libertà non era concessa al gentil sesso. Questa complessa trasformazione deriva da un principio che la Dottoressa Todaro spiega così:

Nello stereotipo sociale l’uomo è meno portato a interrogarsi su di sé, è quello autosufficiente, potente e performante. La donna invece viene considerata spesso come dubbiosa, insicura, da proteggere e tutelare. La donna nell’arco della sua vita si interroga su cosa vuole. L’uomo molto spesso risolve il suo cambiamento evolutivo cercando una compagna.

Le donne, però, iniziano a non accontentarsi più e colmano le loro mancanze da sole.

Le donne single dopo i 45 anni sono più felici?

In merito a questo la dottoressa dice:

Il terapeuta David Schnarch dice che il vero piacere sessuale inizia a 50 anni. Questo perché a quell’età nessuno ti tormenta più sul fare figli, non ci si preoccupata su come ottenere il mutuo per la casa, la vita lavorativa è pressoché avviata (anche se oggi le condizioni di vita sono più precarie). A quest’età si pensa a se stessi in ottica positiva, si è meno stressati da una serie di adempimenti di vita. Quindi probabilmente le donne in quella fascia di età, conoscendosi di più, investono il tempo su se stesse: dalle lezioni di tango allo scrivere poesie, dagli aperitivi al tenersi in forma. Tutte attività che le gratificano.

Tag: donne