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Categorie Gossip

Gabriel Garko: «Un uomo tentò di abusarmi. Con chi vado a letto? Affari miei»

Gabriel Garko è un fiume in piena. L’attore, intervistato dal settimanale Chi, ha vuotato il sacco una volta per tutte e ha parlato di sé a ruota libera. Ecco le dichiarazioni shock dell’interprete de L’Onore e il Rispetto.

Dichiarazioni shock

Gabriel Garko sta per pubblicare un libro, Senso 45, in cui si racconterà intimamente e parlerà di sé, dei suoi amori e di tutte le esperienze di vita. Intanto, intervistato da Alessio Poeta per Chi, Garko si è aperto e ha raccontato quanto segue:

Sarà un’utopia, ma sogno un mondo dove non ci sia più bisogno di raccontare quello che succede nella camera da letto tra due persone. Dobbiamo superare le barriere, le etichette, i cliché e tutte queste maledette definizioni, lasciando a tutti la libertà di esprimersi come e quando vorranno. Non riesco più a tollerare chi punta il dito, chi giudica, chi vuole dare un nome a tutto e a tutti, e non voglio più sentire parlare di normalità. Quasi venti anni fa vestivo i panni di Ernesto, un ragazzo gay malato terminale di Aids. Accettai, oltre che per il piacere di lavorare con Ferzan, anche per una forma di lotta contro i pregiudizi dettati dal bigottismo. Era il 2001 e a volte ho come l’impressione che non sia cambiato nulla. I più bigotti vorrebbero una risposta chiara da me? Ho faticato così tanto per riprendere in mano la mia vita che ora, anziché andare avanti, per compiacere i benpensanti dovrei tornare indietro? No, grazie. Chi non sogna un mondo in cui sia inutile fare coming out? Un paese dove i Gay Pride vengano organizzati solo per far festa e non per chiedere diritti. Purtroppo questa società non è ancora la nostra e sicuramente non ci arriveremo nascondendoci. Per questo motivo dopo anni continuo a ringraziare Tiziano Ferro, Tom Daley e tutti i vip che hanno ricordato al mondo che l’ombra non ci dona!

L’attore, poi, ha raccontato il tentativo di abuso da parte di un uomo sposato, quando lui aveva appena diciassette anni:

Da quella sera iniziai a fumare. Provai schifo, ma non ne parlai con nessuno, tantomeno con i miei. Perché lo dico solo ora? Perché con questo libro mi sono aperto più di quanto mi sarei aspettato e quell’episodio, che in verità credevo di aver rimosso, è tornato prepotente a farmi visita. Marco era un uomo “normale” agli occhi della società. Eppure, come vede, anche nelle famiglie più canoniche può succedere di tutto. In passato non l’avrei mai dichiarato perché avrebbe significato voler far parlare a tutti i costi di me e io, mi creda, non ho mai cavalcato le notizie per farmi pubblicità.