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Interviste POP: chi è Federica Lucaferri, l’attrice che non si definisce ancora tale

Federica Lucaferri ha 23 anni, è romana, bellissima e umile. Oggi frequenta il secondo anno del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e in testa ha solo la sua grande passione: la recitazione. Impegnata sul set di Baby e già vista in Poveri, ma ricchissimi di Fausto Brizzi, si concentra sullo studio e aspira a grandi progetti. L’abbiamo intervistata per voi e di seguito trovate quello che ci ha detto!

Federica, tu sei una giovane attrice. E proprio ora, mentre parliamo, sei in Accademia. Cosa ti ha fatto capire che era questa la tua strada?

Innanzi tutto vorrei dire che sono un’aspirante attrice, non mi definisco ancora tale perché la strada è molto lunga. È iniziato tutto per gioco; io studiavo Giurisprudenza – ho iniziato subito dopo il liceo, però ho fatto sempre molti provini, anche quando ero piccola; erano i miei genitori per primi a portarmi a farli. Io onestamente ero un po’ restia, ma ho continuato comunque a fare provini, anche nel periodo del liceo e dell’università… sono stata sempre molto attratta da questo mondo. E proprio facendo diverse audizioni ho ottenuto un ruolo molto importante: quello di Tamara in Poveri, ma ricchissimi con Brignano e De Sica. Stando parecchio sul set e andando anche nei giorni in cui non dovevo girare scene, ho capito che non potevo lasciare che questo fosse solo un semplice hobby. Recitare mi emozionava, mi divertiva, mi sentivo piena, mi faceva stare bene. Così mi sono detta «Sono giovane, posso credere nei sogni e nel raggiungimento dei miei obiettivi», ovviamente questo aveva e ha bisogno di una formazione. Per questo motivo ho deciso di studiare seriamente, con il ruolo di Tamara mi è andata anche se non avevo mai studiato, ma ho voluto farlo anche per distaccarmi da quella tipologia di personaggio. Così ho provato ad entrare al Centro Sperimentale, mi hanno preso subito e ho per questo momentaneamente allontanato il percorso universitario, per concentrarmi a tempo pieno sulla recitazione.

E dove ti vedi da qui a cinque anni?

Spero di poter interpretare ruoli molto diversi. Fino ad oggi ho avuto modo di interpretare ruoli nelle mie corde, non ho mai avuto l’occasione di interpretare un personaggio che fosse tanto diverso fisicamente o nel modo di essere e quindi mi sono cimentata poco nel cercare sempre qualcosa di più, applicarmi di più, studiare di più e ritrovare ogni volta qualcosa di nuovo. Mi piacerebbe interpretare ruoli diversi sia nel drammatico che nel comico; poter essere diverse persone tramite i personaggi che interpreto.

Nonostante tu sia così giovane, hai già nel tuo curriculum due bei traguardi: il primo l’abbiamo citato prima, è Poveri, ma ricchissimi di Fausto Brizzi, con De Sica e Brignano, e l’altro è Baby, dalla regia di De Sica. Ti va di parlarci di queste due esperienze? Hai notato differenze tra il set del film e quello della serie televisiva?

Sì, anche perché diverso era ovviamente il numero di personaggi che c’erano tra il film e la serie. Nel film eravamo un gruppo e veniva raccontata la nostra storia; eravamo noi ed avevamo molto tempo. Nella serie invece non essendo la protagonista ho meno spazio, come anche gli altri attori secondari, proprio a livello narrativo. Quindi sì noto parecchie differenze, anche nelle tempistiche di produzione: una serie per ovvi motivi va molto più veloce, ci sono tantissime cose da fare, tantissime storie da chiudere.

A proposito di Baby, toglici una curiosità, com’è l’ambiente sul set?

Sul set è tranquillo. Noi ragazzi abbiamo fatto gruppo e ci siamo incontrati anche fuori dal set per delle cene, prima della lettura del copione, alle feste di fine produzione… c’è un bel clima. Ovviamente quando siamo sul set siamo tutti più distaccati perché siamo concentrati su quello che dobbiamo fare, ma c’è sempre l’occasione di scherzare fra di noi, soprattutto nelle pause. Poi c’è anche da dire che siamo praticamente tutti coetanei e questo ovviamente ci unisce e ci diverte.

Tu in Baby sei Virginia, la fidanzata storica di Niccolò, e in questa seconda stagione hai avuto modo di far conoscere un po’ di più il tuo personaggio. Ti senti vicina a Virginia o siete completamente opposte?

Sicuramente non sono cattiva come lei. Io cerco sempre di essere pacata, prima di agire come Virginia. Ci accomuna il fatto che entrambe siamo persone che dicono le cose in faccia. Lei lo fa con le protagoniste che non sopporta e io lo faccio nella vita di tutti i giorni: non riesco a fare buon viso e cattivo gioco, se mi stai antipatico lo capisci o te lo dico io direttamente. Un’altra cosa che ci accomuna è sicuramente il fatto di essere disposte sempre a tenerci strette le persone che amiamo; Virginia forse è folle, ma è innamorata. E anche io in amore sono disposta a fare qualsiasi cosa. Virginia inoltre nasconde una fragilità, Niccolò è il suo appiglio e nonostante lei voglia essere la più bella della scuola, la più voluta, comunque dentro nasconde un lato tenero e sensibile, come tutti e ovviamente anche come me.

Se potessi scegliere un altro personaggio di Baby da interpretare, quale sarebbe?

Credo il personaggio di Chiara. Devo dire che è molto interessante e molto bello il ruolo che interpretano Benedetta Porcaroli e Alice Pagani; una doppia vita a scuola, con gli amici, in famiglia e poi il lato oscuro e nascosto a tutti, che conosci solo tu e qualche persona con la quale sei estremamente legato. È molto interessante a livello recitativo mostrare questi due aspetti.

Qual è la cosa più bella che ti è capitata da quando hai cominciato questo percorso? E quale la più brutta?

La cosa più bella è sentirmi dire «Sei stata presa per questo ruolo»; è un’emozione che non si può spiegare: prendi tanti no e a volte ti scoraggi, ma dentro hai questa passione e vuoi riuscirci a tutti i costi. La cosa più brutta è sempre legata a questo, soprattutto al modo in cui funziona questo lavoro: magari prendi due ruoli nello stesso periodo, ti piacciono entrambi, ma spesso coincidono orari e giorni in cui giri, quindi per forza di cose ti devi ritrovare ad abbandonarne uno e salutare un personaggio col quale sei entrato in empatia, del quale hai raccontato la storia…ed è il motivo poi per cui sei stato preso. Ma è davvero brutto quando ti affezioni ad un personaggio e devi salutarlo senza potergli dare vita come avresti voluto. Però purtroppo funziona così.

Se ti chiedessero di fare un reality qualsiasi, accetteresti?

Adesso no. Ora come ora voglio concentrarmi sul mio percorso di studi e lavorare nel settore in cui mi sto specializzando, un domani chissà. Sono aperta a tutto, anche per mettere in gioco me stessa, quindi chi può dirlo!

Un regista con cui ti piacerebbe lavorare?

Mi piace molto Paolo Genovese e Paolo Virzì, ho amato alla follia La pazza gioia, con la Ramazzotti e Bruni. È un film che mi ha aiutato molto a preparare il monologo che ho portato qui al centro e per cui sono stata scelta. Sono tanti comunque i registi con i quali mi piacerebbe lavorare.

Concludiamo le nostre interviste sempre con questa domanda: noi ci chiamiamo DonnaPOP, e per noi il termine POP rappresenta qualcosa di attraente, accattivante, di tendenza. Cos’è per te POP?

POP per me è essere esplosivi, essere carichi di un’energia positiva che possa dare forza e vitalità anche alle persone che ci circondano.