Lisa Panetta

Interviste POP: la verità di Lisa Panetta, esclusa da Sanremo 2020

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Solo pochi mesi fa, avevamo incontrato Lisa Panetta, che ci aveva svelato di essersi candidata per partecipare al prossimo Festival della Canzone Italiana. Il brano dell’artista, tuttavia, non è stato scelto da Amadeus. Ecco cosa ci ha confidato la cantante di Sempre all’indomani dell’esclusione da Sanremo 2020.

Le parole di Lisa Panetta

 

Lisa, cominciamo da dove ci eravamo lasciati. Nella nostra ultima chiacchierata, risalente a qualche mese fa, mi avevi espresso il tuo desiderio di tornare a Sanremo. Cos’è successo poi?

Amadeus ha ascoltato il brano e mi ha riferito, tramite messaggio scritto, che, seppur interessante, non sarebbe rientrato tra quelli del Festival di Sanremo 2020. Il messaggio si concludeva con un «In bocca al lupo per tutto». Tengo a precisare che, in realtà, non era mia intenzione propormi alla kermesse canora di quest’anno. Lui, in varie interviste, aveva detto che sarebbe stato bellissimo vedere i vincitori di Ora O Mai Più su quel palcoscenico. Ma io non volevo un’altra delusione, né illudermi, avendo notato una parvenza di chiusura nei miei riguardi senza un reale motivo. Ti chiederai come mai dica una cosa del genere: mi sono basata sul suo penultimo «In bocca al lupo per tutto», dettomi al telefono l’ultima volta che l’ho sentito, ovvero prima della seconda edizione di Ora O Mai Più. Era molto infastidito perché i miei fan lo taggavano di continuo, chiedendogli spiegazioni su come mai io non fossi più stata tenuta in considerazione da lui, dopo la vittoria della prima edizione. Chi si occupava di me, all’epoca, mi impose di fare tacere i fan, altrimenti avrei smesso di lavorare, ed effettivamente sono stata ferma per più di un anno, ma non so di chi sia realmente la colpa. Ora, tu dimmi se bloccheresti chi ti vuole bene e te lo dimostra. Comunque, ho provato a placare gli animi, ma le cose non sono migliorate. A maggior ragione credevo che non mi avrebbero fatto partecipare al Festival di Sanremo 2020, cosa – di fatto – avvenuta. Tuttavia, una volta che mi sono buttata, diciamo, nel gioco, mi son detta «Proviamoci», e l’ho fatto per amore dei miei fan, che a gran voce mi chiedevano di presentarmi. Quindi, sì, speravo che le cose potessero prendere una piega diversa.

Hai avuto modo di sentire Amadeus dopo aver appreso che il tuo brano è stato scartato?

No, subito dopo la sua risposta non ci siamo più sentiti.

Hai rivelato che una persona molto vicina ad Amadeus, durante il Capodanno di Raiuno dello scorso anno, ti aveva detto «Da ora in poi starai ferma». Cosa hai pensato in quel momento?

Mi sono sentita tradita e ferita. Esattamente la frase fu: «Ora, per un bel po’, starai ferma». Al momento preferisco non rivelare il nome, anche se i miei fan hanno già intuito. Speravo fosse uno scherzo di pessimo gusto, ma in realtà non è stato così.

Cosa pensi ci sia dietro la tua esclusione?

Non lo so, ma vorrei proprio saperlo.

Puoi raccontarci qualcosa a proposito del brano che avevi proposto alla commissione del Festival? 

Si tratta di un brano melodico con sonorità celtiche. Un brano intimo, diretto e potente, scritto da me, musica e parole. Come sai, nasco come cantautrice. Infatti, in tutti i miei lavori, ho sempre messo firma, anima e cuore, fatta eccezione di alcuni brani dove ho preferito dare spazio a grandi autori, che mi hanno insegnato davvero molto. Sentivo che fosse giusto presentare un brano creato interamente da me, in linea con canzoni di spessore come Se, Sempre e Oceano. Insomma, un brano importante per un palco importante!

Quest’anno, a Sanremo, ci saranno sette donne su ventiquattro artisti in gara; l’anno scorso erano addirittura sei. Sanremo è maschilista?

Le donne che veramente sono riuscite a farsi strada in questo ambiente, in Italia, credo si contino sul palmo della mano, il che la dice davvero lunga sul nostro Paese.

Credi che una donna faccia più fatica, rispetto a un uomo, a guadagnarsi la credibilità della gente e degli addetti ai lavori?

Purtroppo vedo che la donna, rispetto all’uomo, fatica molto di più in tutti i sensi, soprattutto nel farsi rispettare e farsi prendere sul serio. Credo ci sia un problema di maschilismo, un forte abuso di potere e una sorta di impotenza da parte di certe donne che, invece di ribellarsi, si piegano alla volontà dell’uomo, almeno in questo ambiente. Io e molte altre no, ma a qualcuno sembra dare fastidio. Penso che sia un problema maggiormente legato agli addetti ai lavori.

Torniamo a te. Quando farai sentire al tuo pubblico il brano scartato da Sanremo?

Si tratta di un brano importante. Se le porte resteranno chiuse, sarà molto difficile poterlo far sentire perché, per me, un brano è come un figlio, quindi non lo pubblico solo per dimostrare che si tratta di una canzone valida. In ogni caso, sto proseguendo con lo sviluppo del mio nuovo disco, sperando di poterlo fare uscire quanto prima. Allo stesso tempo, mi sto dedicando insieme al mio nuovo team di lavoro alla preparazione della mia prossima tournée.

Cosa ti auguri per il tuo futuro?

Mi auguro che non ci siano altri impedimenti! Cercherò sicuramente di combattere quello che sta accadendo, come altri hanno già
fatto in passato, anche se molti sono stati derisi, altri addirittura tacciati di pazzia, altri ancora messi da parte. Solo pochi fortunati sono andati davvero avanti senza compromessi. Spero che in futuro ci sia veramente un cambiamento intorno a me, ma la verità è che ci vorrebbero delle leggi a tutela dell’artista a prescindere dal sesso. Vorrei non dover più sentire che a Sanremo e – in generale – ovunque si esaltino persone che utilizzano il proprio corpo come oggetto del desiderio o elemento distrattivo dalle proprie capacità artistiche. Vorrei non ci fossero persone che esaltano la violenza, l’odio osceno e un linguaggio volgare.

Guarderai Sanremo, quest’anno?

No, non guarderò Sanremo. A dire il vero sono tanti anni che non lo guardo più, ma sicuramente leggerò i giornali, fumando una delle mie pipe seduta sulla poltrona di casa mia.

Concludiamo così: hai già iniziato a prendere lezioni per imparare a twerkare?

Ovviamente! Lezioni di twerking dalla mattina alla sera e, tra una pausa e l’altra, mi scateno facendo finta di non saper cantare solo per il gusto di usare anch’io l’auto-tune.

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.