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Ultimo, impara da Gabbani! Francesco: «Sono felice per Diodato, lo merita»

La grandezza di un artista passa anche attraverso la sua umiltà e la capacità di affrontare sportivamente una sconfitta. Francesco Gabbani, classificatosi secondo al Festival di Sanremo 2020, si è congratulato con il vincitore, Diodato, spendendo parole di grande stima nei suoi confronti. Eppure, per il televoto, Gabbani era primo, ma ha perso a causa della sala stampa, che gli ha preferito il cantautore tarantino. Lo stesso era avvenuto l’anno scorso a Ultimo, che – però – non ha preso la sconfitta con la stessa sportività.

Francesco Gabbani, esempio di umiltà e sportività

Diodato ha vinto il settantesimo Festival di Sanremo. Gabbani si è classificato secondo, ma – per il televoto – era il vincitore. L’anno scorso, era avvenuta la stessa cosa: Ultimo era il preferito del pubblico, ma Mahmood – supportato dalla giuria di qualità – ha avuto la meglio e ha vinto la sessantanovesima edizione del Festival. Ultimo non ha preso sportivamente la sconfitta: dapprima, in conferenza stampa, ha usato termini poco eleganti nei confronti dei giornalisti e si è rivolto a Mahmood con sufficienza e spocchia; non solo, il giorno successivo non si è presentato a Domenica In e non ha posato per la consueta copertina post Sanremo di Tv Sorrisi & Canzoni.

Di tutt’altro spessore, invece, Gabbani: il cantante toscano, nonostante la “sconfitta”, ha utilizzato parole di grande stima nei confronti di Diodato. Intervistato da TgCom, ecco le sue parole:

Sono molto contento, davvero. È un artista che si merita in questo momento di avere queste posizioni, scrive canzoni con l’animo aperto.

Gabbani, inoltre, ha parlato dei suoi prossimi progetti: non solo la pubblicazione di Viceversa, il suo nuovo album, disponibile dal 14 febbraio, ma anche di una data speciale del suo tour all’Arena di Verona. Il concerto si terrà il prossimo 8 ottobre e il cantante è entusiasta. Ecco cosa ha detto a tale proposito:

Fare l’Arena ha un valore simbolico, è un salto. Mi piacerebbe fare un concerto sincero, che sia senza artifici particolari. Dal vivo sono più rock mentre nei dischi sono più curato.