Coronavirus, Marco Predolin: «Quando dicevano che fossi l’untore»

Marco Predolin ha deciso di raccontare un drammatico episodio che ha distrutto la sua carriera: ecco cosa è successo in passato!

Marco Predolin, nella psicosi generale dovuta al diffondersi del Coronavirus, ha ricordato quanto avvenuto qualche tempo fa, quando – al culmine della popolarità – si è diffusa la voce che fosse malato di AIDS. Per tale motivo, il conduttore è stato allontanato e ha smesso di lavorare.

Marco Predolin, le accuse infondate

 

Negli anni Ottanta è stato uno dei volti più amati e noti del piccolo schermo, poi – nel 1992 – una voce infondata ha messo a repentaglio la sua carriera. Ecco cosa ha rivelato Marco Predolin:

Nel 1992, ero al culmine della mia popolarità. Nell’ambiente, messa in giro non si sa da chi, circolò la falsa voce che fossi malato di Aids, la sindrome da immunodeficienza acquisita. Accadde qualcosa di strano, impalpabile ma incredibile: iniziarono di botto a non chiamarmi più, a non farmi più lavorare… uscì La Notte, un quotidiano del pomeriggio, col titolo: “Marco Predolin morto a Pavia”. Presero per buono il lancio di uno speaker radiofonico locale. Avevo fatto il test che accertava la mia sieronegatività: andai da Costanzo a mostrarlo in tv e poi tenevo sempre quel foglietto in tasca, per placare gli increduli. Fui letteralmente travolto da queste dicerie.

E poi ancora:

Una volta mi fermai in un autogrill a prendere un cappuccino, e poi andandomene sentii chiaro uno dei due baristi dire all’altro: “Lavala bene, quella tazza, perché quello è malato”. Cose che fanno male. Questo episodio mi ha ricordato quello recente di cronaca della signora di Ischia che ha preso a insulti i due pullman di presunti untori di Coronavirus dal Veneto. Ma ci rendiamo conto? Non le invidio per niente, queste persone della zona rossa. Perché temo che anche quando tutta questa storia sarà finita, non riavranno la loro stessa vita sociale. Saranno sempre quelli di Codogno e dintorni. L’ignoranza impera.