Tiziano Ferro ha ragione: l’arte merita la stessa dignità degli altri mestieri

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Tiziano Ferro ha pienamente ragione, la "polemica" sollevata dagli utenti del web è ignorante e fuorviante: ecco perché stiamo con Ferro!

Qualche giorno fa, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, Tiziano Ferro ha sollevato una questione importante, prontamente travisata, sminuita e ridotta a una polemica sterile e ignorante. L’artista ha chiesto quale sia la posizione del Governo in merito agli artisti che si occupano di musica: i concerti previsti per l’estate si potranno fare? Le parole di Ferro, accolte con riconoscenza da molti altri artisti, tra cui cantanti, attori, musicisti e comici (e da tanti addetti ai lavori, tra cui piccoli e grandi organizzatori di eventi), sono state ferocemente criticate da chi ha considerato l’intervento di Tiziano inutile e fuori luogo, se non addirittura indelicato e irrispettoso.

Tiziano Ferro ha ragione: ecco perché

A detta di molti, Tiziano Ferro avrebbe dovuto evitare di sollevare la questione dei concerti in un momento in cui la gente «normale» non arriva a fine mese e vive in una condizione di profonda difficoltà economica. Sarebbe giusto, anche se non del tutto condivisibile, se i concerti di Ferro, come quelli di qualsiasi altro artista, interessassero solo Ferro (o il cantante in questione). Dico che non sarebbe del tutto condivisibile perché ogni persona che lavora, a prescindere da che lavoro faccia e da quanto guadagni, ha pari dignità degli altri, dunque ha il sacrosanto diritto di chiedere delucidazioni sulla propria condizione lavorativa. Ma tornando a Ferro e alla questione da lui sollevata, è bene sottolineare che dietro il suo nome, certamente altisonante, c’è tanta gente «normale» che, probabilmente, non arriva a fine mese e vive in una condizione di profonda difficoltà economica.

Di fronte alla richiesta del cantante di avere «un minimo di attenzione e riconoscimento», il web si è scatenato, dando il via a una caccia alle streghe inutile, populista e, in ultima analisi, ignorante. Secondo molti utenti social, infatti, la polemica di Ferro sarebbe sterile, se non addirittura fuori luogo e irrispettosa verso chi, in questo delicato momento storico, sta perdendo la vita o il lavoro. Se non si fosse trattato di Tiziano Ferro, ma di un piccolo o medio imprenditore o artigiano, il web avrebbe sollevato la stessa polemica? La risposta è no, perché si pensa, erroneamente e sbrigativamente, che l’arte non sia un lavoro, ma qualcosa di accessorio. Addirittura, si pensa che gli artisti siano dei privilegiati, che il loro mestiere sia riconducibile solo alla passione, dunque che non abbia nulla a che fare con la fatica, l’impegno e il sacrificio.

La precarietà dell’arte

Eppure non è così. Gli artisti sono dei precari (e alla voce “artisti” non c’è soltanto Tiziano Ferro, ma centinaia di migliaia di lavoratori che si occupano di arte e che, in questo momento, vivono nell’incertezza). Dietro ognuno di loro, inoltre, ci sono tanti lavoratori che fanno sì che l’artista possa esibirsi sul palcoscenico. Quindi, l’appello di Tiziano Ferro non è volto a saziare il proprio ego, come qualcuno ha affermato, ma a puntare i riflettori su un’enorme macchina che è ferma. Ferma e bistrattata, come se si trattasse del fanalino di coda di tutti i mestieri.

Quando si parla di precarietà nell’arte e di artisti in difficoltà, molti – con fare sbrigativo – liquidano la questione con un «Potevano pensarci prima» oppure «Potrebbero iniziare a fare un lavoro normale». Bene, perché nessuno si permette di utilizzare queste espressioni di fronte a un ristoratore che chiude il proprio locale o a un piccolo o medio imprenditore che non può pagare i propri dipendenti? Perché il lavoro dell’artista viene considerato un capriccio e viene visto come un’attività inutile e opzionale, che si può interrompere da un momento all’altro per fare un «lavoro normale»?

Riflettiamo e impariamo a rispettare l’arte e gli artisti. Tutti, indistintamente, da Tiziano Ferro all’ultimo arrivato. Perché tutti meritano pari dignità. Perché tutti lavorano onestamente per offrire un servizio al pubblico. Perché dietro ogni artista, non importa che sia affermato o alle prime armi, ci sono tante persone che lavorano. Denigrare, sminuire e sottovalutare le parole di Tiziano Ferro significa offendere tutti loro, mancare loro di rispetto.

Pensiamoci, quando difendiamo a spada tratta la gente «normale»: tra i «normali» c’è anche chi fa arte.

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.