Levante

© Pamela Rovaris

Dalla parte di Levante: Femminismo non significa combattere gli uomini

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Il Femminismo ha una storia lunga e articolata, che affonda le sue radici nell’Ottocento. Da allora, in un susseguirsi di avvenimenti complessi e stratificati, ha fatto fronte a esigenze, priorità e lotte diverse. Ogni epoca ha avuto e ha nuovi metodi e protagoniste, ma il fine ultimo è sempre lo stesso: lavorare per una conquista. Tuttavia, e qui viene il rovescio della medaglia, spesso capita di imbattersi in un femminismo che viene definito tale impropriamente: si tratta di donne che combattono gli uomini tout court e accusano le donne che non fanno lo stesso di favorire il patriarcato. E qui entra in scena Levante.

Levante, la femminista che non piace alle femministe

C’è un Femminismo che svilisce il Femminismo stesso, vale a dire quello che fa – della lotta femminista – una battaglia contro gli uomini. Tutti, indistintamente. Levante, al secolo Claudia Lagona, in una intervista di qualche tempo fa, rilasciata al settimanale Io Donna, ha fatto delle dichiarazioni condivisibili e di buonsenso, che hanno scatenato – però – la rivolta di alcune donne. Ecco le sue parole:

(Noi donne, ndr) mi sembriamo sempre più consapevoli della nostra importanza, del nostro potere. Ciò che per me è essenziale è che questo non conduca a un sentimento di rivalsa, vorrei che noi donne sapessimo definirci come esseri umani tout court. Quando sento dire che la donna è meglio dell’uomo mi dispiaccio, perché credo fortemente nella parità dei sessi, quindi non mi permetterei mai di lottare per quella parità sminuendo i maschi. È questo il mio femminismo, noi non siamo meglio degli uomini, siamo esattamente come loro.

Probabilmente è utopico credere che si possa vivere in una società in cui il valore di una persona venga riconosciuto a prescindere dal suo sesso, ma il Femminismo, da che esiste, lotta proprio per questo. Il Femminismo lotta per la parità, non per la supremazia dell’una sull’altro. Le femministe, che – per comodità – chiamerò separatiste, sono il marcio del Femminismo, quello vero, che altro non è che un movimento nobile che, con i decenni, si è evoluto e adattato alle esigenze di chiunque ne abbia avuto bisogno e alle modalità di diffusione che nel tempo sono cambiate.

Attaccare Levante e le sue parole significa fare un torto al Femminismo stesso, alla sua storia e a tutte le sue protagoniste, che si sono battute per conquistare dei diritti, non per toglierli a qualcun altro. E, soprattutto, il Femminismo si basa sul valore delle donne, non sullo svilimento degli uomini. Se il Femminismo viene considerato il contrario di maschilismo, diventa automaticamente una colpa. Diventa prevaricazione, offesa, denigrazione. Il Femminismo chiede parità, da sempre.

Femminismo tossico

È doveroso specificare, in ultima analisi, che questo pezzo vuole essere una replica a chi ha attaccato duramente Levante per una singola risposta in un’intervista ben più lunga e articolata. Se, per poche righe, estrapolate da un contesto più ampio, molte (e molti) hanno ritenuto di poterla offendere e giudicare in modo poco edificante, per gli stessi giudizi dati a Levante è possibile parlare di un Femminismo tossico che ha poco valore e ancor meno utilità. Un Femminismo che ha perso di vista i propri obiettivi, che erano e sempre saranno quelli di liberare la donna da una condizione di inferiorità e di difendere i suoi diritti.

Oggi, rispetto a prima, si parla certamente di più di femminismo, ma spesso lo si fa male, generando altra confusione e ulteriori scissioni. Femminista è una persona che, a prescindere dal proprio genere, crede nella parità sociale, economica e politica tra i sessi. La parola chiave, più che uguaglianza, è parità: l’uguaglianza rischia di annullare le differenze, non le include, dunque può creare ingiustizia. La parità, invece, comprende le differenze di ciascuno e cerca di portare tutti sullo stesso livello, tutelando i diritti di ognuno. Il Femminismo, quello vero, nel caso non fosse chiaro, lotta anche per gli uomini, spesso vittime di mascolinità tossica, derivante dai concetti di machismo e virilità, che sono alla base del patriarcato.

Il Femminismo non ha bisogno di togliere niente a nessuno per adempiere la propria funzione. Chi crede il contrario mortifica il Femminismo stesso e chi ha lottato duramente perché si realizzasse.

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.