Giulia Mei

Interviste POP: Giulia Mei, a ritrovar bellezza

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Giulia Mei, al secolo Giulia Catuogno, classe 1993, palermitana di nascita e bolognese d’adozione, da qualche giorno ha pubblicato un nuovo estratto dal suo album d’esodio, Diventeremo adulti. Il brano si intitola, non a caso, La bellezza e spiega come la bellezza non sia altro che ciò che sappiamo nutrire. Esiste già, dobbiamo accorgercene, accoglierla, capirla ed esaltarne l’unicità. Un brano elegante e senza tempo che, in tempi ostili come quelli che stiamo vivendo, è un balsamo, una ventata di bellezza pura e disarmante. Ecco cosa ci ha raccontato Giulia.

Le parole di Giulia Mei

Giulia, questa nostra chiacchierata è pensata per parlare con te di un tema che ti sta a cuore, la bellezza, intesa in senso universale. A tale proposito hai scritto un brano, contenuto nel tuo disco d’esordio.

Inizio col dirti dove sta la bellezza. La bellezza sta dietro le quinte e non sul palcoscenico, sta in cose in cui non crederemmo di trovarla, e invece è proprio lì. Ciò che so è che sta dentro le cose, sta nel profondo, e non fuori, o almeno non solo. Non voglio fare disquisizioni kantiane circa la soggettività o oggettività della bellezza, il punto non è questo. Il punto è che la bellezza è una scintilla che fa vibrare l’anima, restituisce senso a questo mondo, e questa scintilla più che con gli occhi riesci a percepirla col cuore, con l’anima. La bellezza è soprattutto sostanza.

Cos’è, invece, il contrario della bellezza?

La bellezza non è quello che ci spacciano per tale, non è sempre e solo ciò che appare e luccica davanti agli occhi. Nell’era dell’immagine e delle belle foto da migliaia di like, sembra quasi che non ci sia altra via da seguire se non quella di apparire, ma non è solo da un’immagine che puoi essere guardato. Tutto ciò che si nasconde dietro si va velocemente sgretolando, anche perché forse ce ne importa sempre meno. Chi non appare, e anche in un certo modo, non ha valore, chi non ha valore non è bello, chi non appare non è portatore di una qualche bellezza, questo il sillogismo del terzo millennio, a cui stiamo finendo per credere. E allora se vuoi sapere quello che la bellezza non è, ti dico che per me La bellezza non è solo apparenza.

Guardati: qual è la tua bellezza?

Credo che la mia bellezza stia nella mia libertà, la libertà di essere sempre stata ciò che profondamente sono e di avere come imperativo quello di somigliare a me stessa. Forse la mia bellezza sta nel fatto che io sono come quei bambini a cui non importa niente di come camminano e di che impressioni facciano agli altri mentre mangiano il gelato, perché quello è il loro modo di farlo. Credo che la mia bellezza sia la mia libertà.

Guardati intorno, invece, adesso: c’è bellezza intorno a noi?

Ce n’è talmente tanta da perdere la testa. C’è bellezza nelle arti, tutte, c’è bellezza nelle persone, nelle cose, anche le più assurde. E adesso, in questo periodo così difficile, sta uscendo fuori in maniere inedite, nuove. E così accade che anche chi non sapeva di avere qualcosa di bello da dare, da dire, da essere, si accorge di avercelo, e lo coltiva, e lo dona. Sembrerà assurdo ma questi giorni che stiamo vivendo, sono pieni di pura bellezza.

Nel videoclip de La bellezza c’è Bologna, la città in cui vivi da qualche tempo, ma tu sei di Palermo. Parlami della bellezza di queste due città.

Palermo e Bologna sono i miei due grandi amori, croce e delizia, delizia e croce. A Bologna, che da mesi mi ha accolta tra le sue braccia, ho dedicato questo video, perché la bellezza che può dare questa città, non solo a livello monumentale ma a livello culturale e umano, mi ha riempito il cuore. La prima volta che ho messo piede a Bologna mi sono detta “qui voglio vivere, almeno per un po’”. Bologna è piena di misteri, e io sono felicissima di averne parlato proprio nel videoclip di questo brano, perché Bologna è bellezza pura e la bellezza, come lei, è piena di misteri. Ma Palermo è il grande amore della mia vita, da Palermo non si va mai via, Palermo non si sostituisce, Palermo è quello sguardo che non riesci proprio a dimenticare. Ma Palermo a volte è selvaggia, e se vuole ti mangia, se vuole ti glorifica ma se vuole ti sotterra, è difficile, specialmente per chi di musica vuole vivere, anche se veramente questa è una cosa che riguarda un po’ tutta l’Italia. Non esiste una città in cui sia più bello e allo stesso tempo asfissiante vivere, non esiste altro posto in cui vorrei morire. Palermo forse la apprezzi davvero quando non ne hai più bisogno, quando non hai nulla da chiederle, e allora non esiste altro posto al mondo. Quello che non trovo a Palermo lo trovo a Bologna e viceversa, una cosa però ce l’hanno di sicuro in comune, il calore e l’accoglienza delle persone.

La bellezza, dicevamo, fa parte dell’album Diventeremo adulti. Senza tempo, intenso e consapevole: ritrovi il tuo lavoro in questi tre aggettivi che ho utilizzato?

Si, trovo che siano tre bellissimi termini per descrivere questo lavoro, e ti ringrazio per averli utilizzati. Senza tempo perché, l’ho detto più volte, questo è un disco fuori moda ma dentro le emozioni, infatti l’unico imperativo che ho voluto seguire in questo lavoro è stato raccontare emozioni. Intenso perché dentro c’è tutto il mio mondo, tutti i miei sentimenti più intimi, e proprio di sentimenti, stralci di vita e di gioia e dolore questo disco ne è pieno; consapevole perché è il primo piccolo punto di arrivo di anni di scrittura e ricerca musicale. Un’altra parola con cui amo definire questo album è “autentico”: questo lavoro è vero, nel bene e nel male, e questa è la cosa che mi rende più fiera in assoluto del risultato finale.

Diventeremo adulti ha appena compiuto un anno. Cosa significa diventare adulti, di questi tempi?

Da quando è uscito ad oggi ne sono successe di mille colori e, sì, io mi sento parecchio più adulta rispetto alla Giulia del 28 marzo 2019. Ho imparato mille cose, belle e brutte, ma sento che tutte sono servite a fare di me una persona sempre più cosciente e, alla fine, migliore. Ho imparato a capirmi meglio, nei miei pregi e difetti, nelle mie forze e nelle mie lacune, ma oggi mi sento una donna più adulta, per davvero. L’ho sempre detto, diventare adulti non ha a che fare con quanto guadagni all’anno o se hai o meno una partita Iva o un’indipendenza economica e sociale, non è un passaggio obbligato dato dall’età, conosco mille persone anziane che non sono mai diventate adulte. Diventare adulti significa imparare a vivere davvero, da soli e con gli altri, e questo, soprattutto di questi tempi, è merce sempre più rara, purtroppo.

Giochiamo con la bellezza. Se tu fossi la canzone più bella del mondo, saresti…

Quicksand di Bowie.

Se fossi il libro più bello del mondo…?

Il Canzoniere di Saba.

Qual è, per te, il posto più bello del mondo?

Il posto più bello del mondo è la persona di cui sono innamorata.

Completa questa frase: la bellezza non potrebbe esistere senza…

La bellezza non potrebbe esistere senza la libertà.

Concludiamo così: il nostro magazine si chiama DonnaPOP e, per noi, il termine POP rappresenta qualcosa di bello, entusiasmante, accattivante. Cos’è per te POP in questo momento della tua vita?

Secondo me il pop, quello vero, quello che ha cambiato la storia, è osare, è avere il coraggio di dire la propria con i propri mezzi e nonostante ciò riuscire a comunicare a tutti quello che si voleva dire. Il pop, a differenza di quanto si possa credere, sanno farlo davvero in pochi, il pop è semplice, per questo è difficile.

Video

Ecco il videoclip del nuovo brano di Giulia Mei:

Forse ti interessa anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.