Samantha De Grenet

Manuel Bussetti / INSTAGRAM

Interviste POP: Samantha De Grenet, la malattia, la rinascita, il futuro

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Samantha De Grenet, uno dei volti più amati del piccolo schermo, è una donna tenace e di grande carattere. Durante la nostra chiacchierata, abbiamo parlato di alcune esperienze che l’hanno messa a dura prova, ma soprattutto della sua rinascita: ecco chi è oggi, cosa le ha insegnato il dolore e da cosa è ripartita per non lasciarsi piegare dal momento difficile che ha attraversato.

Le parole di Samantha De Grenet

Samantha, iniziamo questa nostra chiacchierata partendo da una pagina non proprio felice della sua vita, la malattia che l’ha colpita tempo fa e contro cui ha combattuto. Ad un certo punto, ha sentito l’esigenza di raccontarla al grande pubblico.

Sono una donna che tende a raccontare esperienze o avvenimenti belli della vita e a nascondere, per pudore o riservatezza, quelli più brutti. Quando mi si presentano delle difficoltà cerco di risolverle senza piangermi troppo addosso prima di parlarne. Da quando mi sono ammalata ho pensato e ripensato tante volte se fosse giusto parlarne, condividere con chi mi seguiva la mia esperienza, ma dovevo essere certa di essere pronta, dovevo essere sicura di non essere fraintesa e soprattutto il messaggio che volevo arrivasse doveva essere di forza e speranza. Ogni cosa ha il suo tempo ed io ho dovuto attendere il mio. Quando mi sono sentita pronta ne ho parlato con l’unico desiderio di essere vicina alle persone, e alle donne che avevano vissuto o stavano vivendo il mio stesso dramma. Volevo sapessero che non erano sole e che unite saremmo state più forti perché parlare con chi ci è passato è tutta un’altra cosa. Fondamentale era per me il messaggio dell’importanza della prevenzione perché una diagnosi precoce ti può salvare la vita. Appena ne ho parlato mi sono sentita alleggerita di un grande peso, come se avessi concluso un mio percorso, e felice perché sono stata contattata da tantissime donne che mi ringraziavano.

Com’è cambiata la sua vita dopo quello che le è successo?

Sono sempre stata una persona legata agli affetti, alla famiglia e agli amici e questa esperienza non ha fatto altro che farmi capire ancora di più che avere vicino qualcuno che ti ama è la cosa più bella del mondo.

Crede anche lei che ci siano ancora troppe remore a parlare di certi argomenti? Sembra quasi che il dolore sia qualcosa di cui vergognarsi, da tenere per sé.

Come le ho detto, ho avuto modo di confrontarmi con tante guerriere, ci chiamiamo così noi che lottiamo contro il mostro, ed una delle prime cose che raccontano, sbagliando, è l’avere vergogna di confidarsi. Non ci si può vergognare perché ci si ammala!

Social e hater: quando ha parlato della sua malattia, in migliaia le hanno mostrato solidarietà, ma qualcuno ha avuto da ridire. In questa situazione, ma – più in generale – da quando esistono i social, come si comporta verso i suoi hater?

Fortunatamente il 99% delle persone che mi seguono e che per me sono amici distanti e non seguaci, sono educati, carini, perbene e usano i social per scambiarsi opinioni in modo civile, di quell’altro 1% non me ne preoccupo, ho pena per loro perché evidentemente la loro vita non è serena e si commentano da soli per ciò che scrivono.

Voltiamo pagina, ci parla del progetto Beyounatural?

Le barrette di Be You nascono da una chiacchierata con mio fratello Fabio: da un lato c’ero io che da mamma desideravo anche per i più giovani un prodotto che fosse sano, buono e ben equilibrato e che andasse a sostituire quei cibi spazzatura che i ragazzi usano mangiare dopo lo sport o come snack durante la giornata, magari in una pausa dallo studio, e dall’altra c’era mio fratello, super sportivo da sempre, che desiderava dei prodotti specifici per ogni tipo di allenamento. Abbiamo lavorato sodo e con passione, abbiamo ricevuto i complimenti da tantissimi nutrizionisti dello sport per il tipo di prodotto che siamo riusciti ad offrire e questo ci ha ricompensato della fatica che ovviamente esiste dietro ad un progetto importante. Sfortunatamente l’emergenza sanitaria ci ha impedito, per etica personale, di lanciare il prodotto,ma non potevamo nemmeno buttare tutto alle ortiche e così abbiamo pensato con quello che riuscivamo a vendere con il passaparola nei mesi di aprile e maggio di devolvere tutto ai medici e gli infermieri dello Spallanzani di Roma.

Quello che stiamo vivendo è, innegabilmente, un momento assai particolare, quasi surreale. Lei come sta passando queste giornate?

Anche se ormai siamo chiusi nelle nostre case da due mesi ed il silenzio delle città è assordante alcuni giorni mi sembra ancora di vivere in un film. Non posso credere a come sia cambiata la vita di tutti. Premesso questo, il tempo in casa alla fine passa velocemente: si cucina insieme, si studia, si sono tirati fuori vecchi giochi di società, facciamo un po’ di ginnastica, si guardano film e serie tv, ma soprattutto ci godiamo quanto più possibile questo tempo che in qualche modo ci è stato regalato e che la vita frenetica di tutti i giorni forse ci aveva tolto.

Cosa avrebbe fatto, in questo periodo, se non fosse stata costretta a rimanere a casa?

Se non fossi stata a casa, avrei sicuramente lavorato e passato del tempo con amici e parenti che non vedo da più di due mesi.

Siccome vogliamo lanciare un messaggio di forza e ci piacerebbe che questa intervista fosse all’insegna della positività, le chiediamo: cosa le ha insegnato di buono questa quarantena?

Quando si vive una tragedia come questa che ha coinvolto tutto il mondo e dove tante persone sono morte, tante altre si sono ammalate e dove la maggioranza della gente ha aggravato la propria condizione economica è difficile pensare a cosa abbia potuto portare di buono questa chiusura totale. Però ho fatto una riflessione: quanto siamo pessimi con il nostro pianeta? Quanto ancora lo dobbiamo sfruttare per il nostro egoismo? Quante immagini di animali che si riappropiano del territorio abbiamo visto e che ci hanno commosso? E poi il clima? Il cielo, l’aria, il sole ? Quanto sono diversi oggi?

Lei è mamma del “piccolo” Brando, che è in piena adolescenza. Cosa significa, concretamente, essere mamma di un ragazzo di quell’età?

Piccolo per modo di dire! A soli 14 anni è alto 1.82! (ride, ndr) A parte questo, essere mamma di Brando è un’avventura meravigliosa continua. Fin da quando era piccolissimo è stato abituato a parlare, a confidarsi e confrontarsi e quindi il grosso del lavoro è stato fatto e oggi si raccolgono i frutti. È un ragazzo buono, di grande sensibilità, ama stare in famiglia ed è un amicone come il suo papà.

Non le nascondiamo che a noi piace farci gli affari dei nostri artisti: sappiamo che ormai da tanti anni, lei è sposata con Luca Barbato. Dopo un lungo periodo di allontanamento, siete tornati insieme e vi siete risposati. Esiste un segreto per mantenere un’amore vivo dopo tanti anni?

Non credo ci sia un segreto…ma le dico solo una cosa: si torna solo da ciò che si ama veramente.

Sappiamo che non è elegante sottolineare l’età di una signora, ma la sua è splendidamente portata, quindi ci permettiamo di chiederle quali sono i suoi segreti di bellezza: come fa, a pochi mesi di distanza dai cinquant’anni, a dimostrarne oltre dieci di meno? Ce lo confessi, ha fatto un patto col diavolo!

Intanto grazie, dieci anni di meno? Non male, wow! (sorride, ndr) Diciamo che di base sono fortunata e poi ho imparato a prendermi cura di me prima che diventasse troppo tardi. Da una decina di anni utilizzo buoni prodotti per la pelle, faccio un po’ di attività fisica, mangio bene, anche se non sempre perché sono golosa, e faccio qualche trattamento non invasivo di bellezza dal dr. Alberto Armellini, chirurgo plastico, come punturine di vitamine, antiaging e ialuronico nelle rughette di espressione.

Concludiamo così: il nostro magazine si chiama DonnaPOP e, per noi, il termine POP rappresenta qualcosa di bello, entusiasmante, accattivante. Cos’è per lei POP in questo momento della sua vita?

Per me POP è energia, passione, amore, gioia, entusiasmo, famiglia, amici, luce… è vita!

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.