Donna senza figli

Ci sono donne che non vogliono figli e non per questo sono meno donne!

Mettetevelo bene in testa: esistono donne che non vogliono figli. Purtroppo, però, c’è ancora tanta gente convinta che la donna, perché a buon diritto sia ritenuta tale, debba essere mamma a tutti i costi. Molti credono ancora che l’istinto materno, che di fatto non esiste, sia insito nella natura della donna e che ognuna, conseguentemente, debba per forza voler diventare madre.

Donne che non vogliono figli: preconcetti e ignoranza

Ancora oggi, nel 2020, si pensa che ogni donna debba procreare perché è il suo compito. Che ogni donna sia incompleta senza la maternità. Ma non è così. La donna è donna a prescindere, la sua realizzazione non passa attraverso la procreazione. Per completarsi non ha bisogno di dare al mondo un figlio. Quello che chiamiamo istinto materno, che di fatto è un costrutto sociale dunque non esiste, è pur sempre un istinto, appunto, non una tappa obbligatoria della vita. Bisogna imparare a capire che chi decide di non fare figli, semplicemente perché non ne sente l’esigenza, il desiderio o la volontà, fa una scelta sana, rispettosa e intelligente. Perché un figlio è un atto di egoismo solo e soltanto in un caso, quando nasce perché è una cultura che lo impone. Purtroppo, tante donne diventano madri perché vivono la maternità come una tappa imposta della vita. E le conseguenze finiscono per pagarle i figli, come sempre.

L’istinto materno è un’invenzione

In Italia, però, si fa ancora una grande fatica a parlare di mancanza di istinto materno, che – peraltro – a detta della sociologa Laura Kipnis, non sarebbe altro che un costrutto sociale nato all’epoca della Rivoluzione Industriale. L’istinto materno, inteso come “una tendenza primordiale che crea, in ogni donna normale, un desiderio di maternità e, una volta soddisfatto questo desiderio, spinge la donna a badare alla protezione fisica e morale dei figli” (definizione del 1971 del dizionario Larousse), non esiste, è un insieme di dogmi associati, per comodità, alla figura della donna. Senza soffermarci sul concetto aberrante e retrogrado di “donna normale”, è il caso di sottolineare, una volta per tutte, che l’istinto materno è una bugia, un modo per confinare la donna in un ruolo ben preciso.

Ammettiamo pure, per un istante, che esista. Se una donna non ce l’ha, deve per questo sentirsi in difetto? In Italia, l’assenza di istinto materno rappresenta ancora un tabù. Si fa fatica a parlarne e, soprattutto, a parlarne compiutamente, senza censure, perché è insita in noi la convinzione che la maternità debba ricollegarsi all’amore e alla tenerezza verso i bambini. Se questo amore e questa tenerezza non esistono, la donna è considerata diversa, sbagliata, cattiva. È come se i figli, di fronte a una graduale emancipazione della donna nella società, siano diventati un imperativo morale, mentre prima erano un imperativo sociale. Fare figli, da un certo momento in poi, ha smesso di essere un obbligo ed è diventato un obbligo morale: se scegli di non farli, vuol dire che ti manca qualcosa, ovvero un istinto che significa normalità.

La verità è che non esiste nessuna “tendenza primordiale al desiderio di maternità”, come sosteneva il dizionario Larousse, che – ribadiamolo – è di pochi decenni fa (1971). Esiste, certamente, un desiderio di riprodursi, di trasmettere il proprio codice genetico; fatto, questo, che – potenzialmente – riguarda uomini e donne senza distinzione (e, a scanso di equivoci, senza alcuna distinzione di gusti sessuali).

In definitiva…

La maternità non è un obbligo. La scelta di non avere figli non va giudicata. L’idea che la realizzazione e il completamento di una donna passino necessariamente attraverso la nascita di un figlio è un costrutto sociale pericoloso e nient’affatto inclusivo, perché esistono donne che non vogliono figli e non per questo sono incomplete o insoddisfatte, anzi. C’è, purtroppo, la convinzione che una donna, per il solo fatto di essere donna, debba essere madre. Non “anche madre”, ma madre prima di ogni altra cosa. Perché? Perché ha un utero, una vagina e due mammelle, suppongo, altrimenti non si spiega.

Mettetevelo in testa: ci sono donne che non vogliono avere figli e per questo non sono meno donne.

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.