Pierluigi Diaco

Diaco ha lanciato una sedia a una collega? Le parole shock della conduttrice

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Quello che vi stiamo per raccontare è un fatto davvero sconvolgente che riguarda uno dei personaggi più discussi e controversi della tv, Pierluigi Diaco. Una sua ex collega, pur non facendo nomi, ha fatto intendere di essere stata vittima dell’aggressività verbale (e non solo) del conduttore di Io e te.

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Diaco: arrivano le accuse di Georgia Luzi

Georgia Luzi, conduttrice radiofonica e televisiva, qualche anno fa ha lavorato al fianco di Pierluigi Diaco a Uno Mattina Estate. Proprio di recente, il presentatore, durante un’intervista a Flavio Insinna, ha detto che spesso ha perso la pazienza per il «troppo amore» per il lavoro. Non solo, ha aggiunto che le sue sfuriate erano soltanto delle «richieste d’aiuto». Ecco cosa ha detto:

Io ogni tanto come Flavio (Insinna ndr) ho perso la lucidità e la pazienza. Ma se mi sono rivolto in maniera sgradevole è perché chiedevo aiuto. E fare questo mestiere (si commuove, ndr) con la passione, con la dedizione, con cui lo facciamo io e questo signore qui, a volte può portare a perdere la pazienza. Quindi se avete visto in circolazione in questi anni degli audio o dei video, non pensate che quelle reazioni assomiglino al comportamento e al carattere dei personaggi televisivi. Perché come accade a voi, nel vostro privato, di perdere la pazienza, accade anche a noi

La conduttrice Georgia Luzi

La conduttrice Georgia Luzi

Dopo queste sue parole, oggi è arrivato l’affondo di Georgia Luzi, che ha parlato di un collega che per il «troppo amore» per il lavoro l’ha aggredita lanciandole addosso una sedia. Ecco le rivelazioni shock della conduttrice:

C’è chi sceglie il silenzio. E chi decide di esporsi. E ad entrambi va il mio rispetto. Nella mia vita lavorativa ci sono stati periodi in cui ho accettato e subito parole (e non solo) che forse avrei dovuto combattere ancor più energicamente di quanto abbia fatto. Anche se 1 metro e 60 di “bionditudine” non avrebbe spaventato nessuno. In quel momento… ho scelto di non “denunciare” almeno pubblicamente (ho continuato a lottare ogni giorno in silenzio, la testa non l’ho mai piegata). Sapevo a cosa sarei andata incontro e ho avuto paura. Paura di perdere il lavoro, di non essere creduta, di essere donna in un mondo di uomini. Perché alle donne che scelgono di dire di “no” vengono fatte le pulci, ne vengono contestati i tempi e i modi (…) e così da vittime passiamo a carnefici.

E poi la pesante accusa:

Queste persone sono le stesse che giustificano la propria condotta (meschina) con il “troppo amore” che mettono nelle cose che fanno. Il troppo amore… (un po’ come quelli che ti picchiano perché ti amano troppo). Quindi, quelli educati e perbene per far capire quanto ci tengono al proprio lavoro, devono insultare qualcuno. Quindi, vale tutto?! Eh no. Minacce, urla, parolacce non valgono. Arroganza, presunzione, violenza verbale, non valgono. E allora mi viene in mente quando un “collega” mi lanciò una sedia. E solo per aver espresso il mio parere. Fortunatamente il “caro collega” aveva sì un ego spropositato, ma anche una mira scarsissima. Mi ribellai… e nel tempo ho pagato le conseguenze anche di quello.

Diaco e Georgia Luzi a Uno Mattina Estate

Pierluigi Diaco e Georgia Luzi a Uno Mattina Estate

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C’è chi sceglie il silenzio. E chi decide di esporsi. E ad entrambi va il mio rispetto. Nella mia vita lavorativa ci sono stati periodi in cui ho accettato e subìto parole (e non solo) che forse avrei dovuto combattere ancor più energicamente di quanto abbia fatto. Anche se 1 metro e 60 di “bionditudine” non avrebbe spaventato nessuno. In quel momento…ho scelto di non “denunciare” almeno pubblicamente (ho continuato a lottare ogni giorno in silenzio, la testa non l’ho mai piegata). Sapevo a cosa sarei andata incontro e ho avuta paura. Paura di perdere il lavoro,di non essere creduta, di essere donna in un mondo di uomini. Perchè alle donne che scelgono di dire di “no” vengono fatte le pulci, ne vengono contestati i tempi e i modi (“come mai hai scelto di parlarne adesso e non prima?” “Ma non lo sai che i panni sporchi si lavano in casa???”) e così da vittime passiamo a carnefici. Queste persone sono le stesse che giustificano la propria condotta (meschina) con il “troppo amore” che mettono nelle cose che fanno. Il troppo amore…(un po’ come quelli che ti picchiano perché ti amano troppo). Quindi, quelli educati e perbene per far capire quanto ci tengono al proprio lavoro, devono insultare qualcuno. Quindi, vale tutto?! Eh no. Minacce, urla, parolacce non valgono. Arroganza, presunzione, violenza verbale,non valgono. E allora mi viene in mente quando un “collega” mi lanciò una sedia. E solo per aver espresso il mio parere. Fortunatamente il "caro collega" aveva sì un ego spropositato, ma anche una mira scarsissima. Mi ribellai… e nel tempo ho pagato le conseguenze anche di quello. Ancora oggi dà fastidio e fa paura che una donna abbia una testa pensante, abbia un’opinione e le sia data anche la libertà di poterla esprimere. Non permettete a nessuno di dirvi cosa potete o non potete dire, abbiate coraggio e siate gentili. Il loro “potere” è nulla di fronte alla vostra fierezza. E invece delle lacrime di coccodrillo, basterebbe portare rispetto. Perché siamo tutti UGUALI. P.s. ora direte che sto a rosicà in quanto attualmente non sto lavorando ad un programma; lo aggiungerò alla lista dei motivi per cui rimanere in silenzio.

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