Vanessa Incontrada, la foto nuda dimostra che abbiamo fallito

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Vanessa Incontrada, professione attrice e conduttrice, ha deciso di posare nuda per Vanity Fair. Il motivo? Lo spiega bene nel titolo del magazine: «Nessuno mi può giudicare», dice.

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Vanessa Incontrada dimostra che abbiamo fallito

Ci ho ragionato a lungo e sono arrivato alla conclusione che per me la copertina che vede protagonista Vanessa Incontrada è il simbolo di una società che ha fallito. E rappresenta un fallimento per vari motivi: innanzitutto, perché nessun uomo è stato mai costretto a spogliarsi sulla prima pagina di un giornale per giustificare una manciata di chili di troppo (di troppo per chi? Per un modello di bellezza stereotipato e artificiale); una donna, invece, deve posare nuda perché il suo corpo diventi socialmente accettabile e perché, di conseguenza, venga normalizzato.

È un fallimento perché la foto è ritoccata: purtroppo, anche l’imperfezione che si cerca di sdoganare deve sottomettersi a certi diktat; Vanessa Incontrada, con questa fotografia, è vittima due volte: di una società che la vuole diversa, più magra e più in forma, e di una società che finge di volerla così com’è. Sia ben chiaro, lei lo sa bene, lavora nel mondo dello spettacolo da vent’anni, ma chi crede a queste campagne di sensibilizzazione lo sa meno bene e per liberarsi di una trappola scivola nell’altra.

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Si tratta di un fallimento perché, ancora una volta, non si lavora sull’inclusione del “diverso”, ma lo si mette su un piedistallo, così che gli stupidi possano denigrarlo e gli altri possano dire che è speciale (essere speciali, di fatto, significa essere fuori dall’ordinario, dunque diversi, e il più delle volte lo si dice per pena, non per reale volontà di inclusione). Il “diverso” è ancora carne da macello, ma questo non importa a nessuno.

Infine, è un fallimento perché in questo scatto è raffigurata una donna di quarantadue anni che mostra semplicemente una pancia poco tonica. In Italia, nel 2020, è necessario che una professionista come Vanessa Incontrada posi nuda per far sì che due rotolini di grasso diventino socialmente accettabili. Che vi dicevo? Abbiamo fallito, questa copertina ne è la prova. L’ennesima.

Vanessa Incontrada e le altre: l’Italia ha un problema con le donne?

La verità è che viviamo in un paese profondamente maschilista. A sostegno della mia tesi, vi porto qualche esempio:

Ogni volta che Anna Tatangelo appare in tv, nessuno si accorge del fatto che canti bene, perché sono tutti impegnati a criticarla per i presunti ritocchi estetici al volto.
Ogni volta che Vanessa Incontrada appare in tv, il fatto che sia una professionista completa passa in secondo piano, perché tutti sono intenti a criticarla per i presunti chili di troppo.
Ogni volta che Selvaggia Lucarelli appare in tv, i suoi presunti chili di troppo diventano un’arma per offenderla e denigrarla.
Ogni volta che Emma Marrone appare in tv, la sua bravura diventa ininfluente, perché quello che la gente osserva è il fatto che sia poco femminile, «un maschiaccio», dicono.
Ogni volta che Belen appare in tv, non importa che stia conducendo un programma, la sua vita privata la precede e diventa un demerito («Ma questa quanti ne ha cambiati?», «Cambia gli uomini come fossero mutande»).
Ogni volta che Mara Venier appare in tv, c’è chi sottolinea che va per i settanta e farebbe bene a lasciare spazio ai giovani.

Maschilismo in Italia

Tutto questo per farvi una domanda: perché gli uomini non ricevono lo stesso trattamento? Perché, quando Carlo Conti appare in tv, nessuno si domanda quante donne abbia avuto? Come mai Enrico Brignano non è costretto a posare nudo per una rivista, sottolineando che avere qualche chilo in più non è una colpa? Per quale motivo nessuno mette in discussione il talento e la credibilità di Francesco Renga, nonostante sia un bell’uomo? Perché nessuno utilizza i capelli bianchi di Mentana per denigrarlo e sminuirlo? Perché nessuno dice a Gerry Scotti che dovrebbe lasciare spazio ai giovani?

Ve lo dico io. Perché una donna che ha avuto tanti uomini è considerata una poco di buono; un uomo che ha avuto tante donne, alla peggio, è un Don Giovanni. Perché la bellezza fa sì che una donna diventi un accessorio; la bellezza, in un uomo, invece, è un valore aggiunto. I chili di troppo, per una donna, sono motivo di biasimo, perché la società impone ancora degli stereotipi; in un uomo hanno un peso secondario, non travalicano certamente la sfera professionale. Perché una donna vecchia è ridicola, stantia, fuori luogo, un uomo vecchio è saggio.

Basta accendere la tv per dieci minuti per capire quanto il maschilismo, in Italia, sia ancora radicato. Purtroppo, però, non basta spegnerla per sradicarlo.

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.