Attilio Fontana

Interviste POP: Attilio Fontana, da I Ragazzi Italiani al Tale & Quale Show

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Attilio Fontana è un ex componente della boy band I Ragazzi Italiani, nonché vincitore del Tale & Quale Show. Oggi la sua vita, come quella di tutti, è in bilico, ma la voglia di tornare a esibirsi su un palco in qualità di artista poliedrico di certo non manca. Noi di DonnaPOP lo abbiamo conosciuto e intervistato e qui sotto trovate quello che ci ha raccontato!

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Le parole di Attilio Fontana

Ciao Attilio! Intanto per rompere il ghiaccio vorrei chiederti come stai e come stai passando questo periodo delicato.

Hai ragione è un periodo delicato, personalmente sto aspettando come molti, forse tutti, di poter riprendere la mia vita. Con il teatro chiuso ormai da marzo siamo fermi praticamente da un anno. Mi manca molto il palco e l’empatia con il pubblico, allo stesso tempo ho avuto più tempo per la famiglia, i piccoli e la creatività, ho scritto molto e sono riuscito a realizzare nonostante le limitazioni il mio album che voleva essere un disco “eroico” e una polaroid necessaria di questo periodo restituendo a me e a chi mi segue un po’ di quella verità e dell’anima che si incontra solo nel “live”.

Proprio riferendoci a questo particolare periodo delle nostre vite, vorrei chiederti se qualcuno ti ha mai scambiato per il Presidente della Regione Lombardia, dato che avete lo stesso nome (ride, ndr).

Purtroppo capita spesso che io venga taggato al posto suo e quindi mi becco a volte insulti, altre volte languidi salamelecchi, il mio fanclub su Facebook l’ho praticamente dovuto abbandonare perché è saccheggiato costantemente da post molesti su politica e questioni che francamente non mi appartengono, forse questo tipo di violenza gratuita e un po’ barbara fa parte di quest’epoca, la cosa che mi fa sorridere è che in tutti questi post cercano di dare consigli e direttive politiche per, secondo loro, migliorare il Paese e nemmeno si preoccupano di guardare chi stanno taggando, è come se io uscissi per andare alla posta e mi lamentassi della coda che sto facendo in salumeria, purtroppo è aberrante ma quando riesco ci rido sopra.

Veniamo a noi: la tua carriera parte da molto lontano, tu eri parte del noto gruppo Ragazzi Italiani. Ti va di raccontarci qualcosa degli esordi nella musica fino a oggi?

Sì, ho fatto parte della boy band più “gettonata” in Italia ed è stato per diversi anni un successo deflagrante, abbiamo vissuto da giovanissimi qualcosa che è difficile da spiegare, una bella e intensissima esperienza. È stato anche un periodo dove ho imparato moltissimo tra live, recording in studio, dove ero sempre presente, migliaia di viaggi in Italia e nel mondo, forse eravamo anche troppo giovani, inconsapevoli e disincantati per essere dentro quella macchina così grande e spietata però è stato un bel viaggio. Un viaggio per me cominciato da prima: mi ero trasferito a Roma, avevo un gruppo rock facevo parte di un coro gospel, studiavo teatro e scultura, suonavo la chitarra e sognavo di fare l’artista. E ad oggi mi sento ancora nel pieno di quel viaggio fantastico.

Attilio Fontana

Parlando di episodi più recenti, sei stato anche il vincitore del Tale & Quale Show! Ci racconti questa esperienza?

Una bellissima maratona! Negli anni post “Ragazzi” ho continuato a lavorare con la musica, in teatro e a studiare moltissimo, Tale e Quale è stata l’occasione di farmi vedere in una veste diversa dal pubblico televisivo che non sempre trovi in teatro o nei live, quindi ha rappresentato una rinascita che mi ha dato modo di giocare col mio talento, divertendomi come un pazzo, e di far conoscere aspetti di me che per molti erano nascosti. Non mi sarei mai aspettato di vincere un programma da “imitatore” volendo fare l’attore e facendo il cantautore ma era il cocktail perfetto per tirare fuori da me il lato folle e giocoso. Inoltre lì ho incontrato l‘amore della mia vita, Clizia, che alla fine è il “premio” più importante.

Come ti sei trovato con gli altri concorrenti, lo staff e Carlo Conti?

Bene, è stato un anno incredibile, c’erano Fabrizio Frizzi, con cui è nata da subito un’amicizia speciale, Amadeus, Fiordaliso, Riccardo Fogli, Kaspar Capparoni, Clizia e così via. Nel camerone del trucco si stava sempre tutti insieme e sembrava una nave dei pirati, era un continuo di scherzi e battute e alla fine abbiamo legato tantissimo. Carlo è un grande capitano e tutta la squadra è molto professionale e attenta nel fare un grande show non a caso ogni anno si consolida come un successo. Devo dire che è stata una delle edizioni più fortunate per cast, armonia e ascolti che ogni settimana arrivavano alle stelle., credo anche grazie a questa alchimia.

Ripeteresti un’esperienza simile in televisione o pensi che il tuo ambito sia più legato alle esibizioni live e ai concerti?

Tale e Quale era perfetto per il mio talento, quando mi hanno chiesto di mettermi in una “casa” a litigare o di andare in cerca di noci di cocco ho pensato che non fosse nelle mie corde. A volte ho rinunciato a molto denaro e visibilità, ma se vado in tv mi piace andarci da artista, cerco di resistere a cose che non mi somigliano. Nel live sono nudo e chi mi “sceglie” ha in dono la parte più fragile e preziosa di me, è uno scambio equo e in teatro posso far vedere attraverso i personaggi il mio aspetto più folle e camaleontico e ogni volta che incontro il pubblico è davvero speciale quello che accade.

Parlaci invece del tuo nuovo lavoro Sessioni Segrete. Da quanto desideravi realizzare un disco così? E come è stato registrare senza il calore del pubblico?

Sognavo da sempre di fare un album così, da piccolo andavo nei negozi di dischi a cercare i Bootleg (che erano praticamente dei live registrati di nascosto) oppure ho consumato dischi come Live at Sin-è di Jeff Buckley o i Live di Ivano Fossati, insomma sognavo di poter mettere in un album il succo concentrato delle mie canzoni come si faceva con i vecchi vinili, si appoggia la punta sulla cera e quel che rimaneva era buono.  È un disco così, devo dire che è stato strano farlo senza pubblico all’inizio ma quello che mi scrive chi lo ha ascoltato è bellissimo, il complimento più bello è di chi mi sta dicendo che si mette in cuffia e si sente a un centimetro da noi e sembra di essere lì, per me questo è un regalo grande e un esperimento riuscito perché chi lo ascolta diventa l’altra metà della mela.

Attilio Fontana

Noi di DonnaPOP siamo un po’ impiccione: vorrei chiederti qualche particolare sulla tua vita privata, magari qualche news che non hai ancora confessato a nessun magazine (ride, ndr).

Accidenti, vorrei dirvi cose trasgressive e incredibili, ma siamo a casa con due bambini quindi tra il progettare e inciampare nei giocattoli le giornate se ne vanno sempre in fretta, è un periodo “tana” che forse mi mancherà da un lato perché c’è sempre qualche momento della giornata, magari verso sera, dove ci ammucchiamo tutti e quattro sul divano o sul lettone e sembra di stare su una zattera amorosa tra bimbi, biberon e racconti. Ecco, forse questi sono momenti più preziosi in questo periodo. Poi in teoria qui è ora di sposarsi ma vorremmo cercare di farlo senza mascherine…

Tu e la tua compagna avete due splenditi bambini, come dicevi, con due nomi davvero particolari. Puoi raccontarci da dove nasce questa scelta?

Blu nasce dallo scriverci con Clizia, ci siamo scritti tantissimo prima di “toccarci” e nelle nostre epistole digitali io ero Blu e lei Grenny, per il colore degli occhi, quando è arrivata la notizia abbiamo cercato un nome ma ci suonava in continuazione Blu, più passava il tempo e più restava a galla, abbiamo letto libri di nomi, ci siamo consultati ma alla fine era lui, Blu e oggi guardandolo poteva avere solo questo nome, ci fa pensare a cose belle. Credo che il nome possa portare anche questo e non solo antichi legami di famiglia, Mercuzio è il mio personaggio preferito del Teatro, esordisce in Romeo e Giulietta con un monologo che è un elogio alla follia creativa e alla libertà, anche a Clizia piaceva, io ero titubante perché è un personaggio tormentato, poi alla fine anche qui è rimasto in cima alla lista e oggi siamo felici della scelta, sono nomi che stanno dando e daranno loro una forte identità.

Parlando invece di futuro vorrei chiederti cosa vedi nel tuo e cosa ti auguri.

Forse la cosa più difficile e che ci sta facendo a tutti un po’ impazzire e “spaesare” è proprio non poter fare programmi allora ho dovuto io “riprogrammarmi” e prendere tutto più alla giornata, mi godo di più le piccole cose e cerco ogni giorno di immaginarlo come unico e prezioso. Dal cuore spero di riavere per me e per tutti la vita che avevamo, senza mascherine né troppe maschere, poterci guardare, sorriderci addosso e tornare ad alimentare fiducia nel prossimo e non solo nella tecnologia o nei numeri.

Attilio Fontana

Adesso un po’ di domande a bruciapelo in stile DonnaPOP:

U2 o Rolling Stones?

U2.

Cinema o televisione?

Cinema.

Cani o gatti?

Tartarughe.

Se potessi collaborare con un grande artista dei nostri tempi, quale sarebbe?

Sting è sempre stato il mio mito.

Adesso, come di consuetudine, chiudiamo l’intervista con la nostra domanda standard. Noi ci chiamiamo DonnaPOP e per noi il POP è qualcosa di accattivante, di bello, di eclettico, di positivo. Cosa è per te POP?

Amo la definizione POP: da sempre per me è il frullato di chi sa fare arte bene e la rende comprensibile a tutti, il POP rompe barriere, muri e confini, quindi evviva essere POP!

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Classe 1992, grazie ai pomeriggi passati insieme alla nonna a guardare i talk show degli anni Novanta, si è appassionata al gossip e alla tv