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Denise Pipitone: come è stata rapita? L’ex pm rivela i dettagli

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La magistrata Maria Angioni, torna a parlare del caso di Denise Pipitone e aggiunge dei dettagli inaspettati sul momento del rapimento: secondo l’ex pm, più persone avrebbero collaborato, tra di loro ”persone buone e cattive”. Cosa vuole dire la pm? Scopriamo i dettagli.

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Denise Pipitone: da chi è stata rapita? «C’erano sentinelle»

Durante la puntata di Mattino 5 di lunedì 17 maggio, la pm Maria Angioni ha fatto delle nuove dichiarazioni sul rapimento di Denise Pipitone: secondo la magistrata più persone avrebbero collaborato. Ecco le sue parole:

Qualcuno non può non aver visto le scene del rapimento, possibili sentinelle a Mazara. Se la bambina è stata presa da persone persone mosse da passione, da rabbia e odio. Per me è possibile che ci siano state sentinelle. […] Tante persone non hanno avuto comportamenti cristallini.

Tenete presente che nel luogo dov’è stata rapita Denise Pipitone quel giorno, c’era un sacco di gente. Tante persone e tutte rientranti nella cerchia della famiglia allargata. C’erano e hanno fatto qualcosa di sospetto. Questo ha ulteriormente complicato le indagini.

La pm ha, poi, parlato della testimonianza chiave di Battista Della Chiave, che aveva parlato di due uomini che avevano rapito la bambina. Maria Angioni aggiunge delle ipotesi aggiuntive alla versione dell’uomo:

Questo signor Della Chiave è stato il primo che ci ha dato uno spezzone del film. Però non è detto che i due signori che hanno messo la piccola nella barca a remi abbiano fatto tutto da soli. Noi non sappiamo esattamente chi ha preso la bambina.

Secondo la mia ipotesi più persone hanno collaborato al sequestro e ci sono stati più passaggi di mano della bambina. Anche il fatto che sia stata messa in una barca a remi. Noi sappiamo anche da altre vicende che da una barca a remi poi si passa ad una barca più grande. Quello poteva essere solo un passaggio…

Caso Denise Pipitone: chi è Maria Angioni?

Maria Angioni è la magistrata che ha indagato sulla scomparsa di Denise Pipitone all’inizio del caso, precisamente dall’ottobre 2004 al luglio 2005. La pm, purtroppo, non restò a lungo sul caso, ma quei mesi le bastarono per notare tutte le stranezze e le ombre che si celavano dietro la scomparsa della piccola Denise e della famiglia Corona. Ma andiamo con ordine.

Maria Angioni fu assegnata al caso di Denise Pipitone, nell’ottobre del 2004, quindi, un mese dopo la sparizione:

Il primo mese non ero assegnataria dell’inchiesta, poi a ottobre del 2004 sono diventata co-assegnataria con una delega limitata ad alcuni settori, come quello dell’esoterismo e della pedofilia. Perché si è cercato a tappeto. Abbiamo fatto ricerche sui pedofili, sugli esoterismi. Perché ricordo che Mazara del Vallo è una zona dove si fanno messe nere…

Poco dopo, quando l’assegnatario Luigi Boccia è andato via, la Angioni è diventata la principale titolare dell’inchiesta. Ma la magistrata ha potuto seguire l’inchiesta per poco: a fine luglio del 2005 è arrivato il trasferimento in Sardegna. Ma quei mesi le sono bastati per capire che in quella indagine c’erano troppe cose che non andavano.

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Figlia degli anni Novanta, cresciuta negli anni Zero. Risultato? Un ibrido, a tre schermi e più tastiere, ma con le radici di carta. Appassionata di Gossip, Moda e Spettacolo.