Generale Dalla Chiesa, chi era la moglie Emanuela Setti Carraro? Età al momento della morte, tomba, mafia

Generale Dalla Chiesa e Emanuela Setti Carraro erano sposati da poco quando sono stati uccisi: ma cosa sappiamo della moglie del generale?

Chi era Emanuela Setti Carraro, moglie del Generale Dalla Chiesa?

Carlo Alberto Dalla Chiesa è stato ucciso dalla mafia a Palermo il 3 settembre trentanove anni fa in quella che è passata alla storia come la strage di via Carini. Con lui quel giorno hanno trovato la morte anche l’agente scelto della polizia Domenico Russo e la moglie di Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro. In occasione dell’anniversario del tragico evento, si è tenuta una commemorazione sul luogo dell’omicidio. Per ricordare quanto accaduto, conosciamo meglio Emanuela Setti Carraro.

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Generale Dalla Chiesa, chi era la moglie Emanuela Setti Carraro?

Età al momento della morte

Emanuela Setti Carraro, infermiera che ricevette la Medaglia d’Oro al merito da parte della Croce Rossa Italiana, nacque a Borgosesia il 9 ottobre del 1950 e trovò la morte insieme al marito il 3 settembre del 1982. Aveva 32 anni. I due erano sposati da 54 giorni.

Tomba

Emanuela Setti Carraro è tumulata insieme al marito nella tomba di famiglia all’interno del cimitero della Villetta, a Parma.

Generale Dalla Chiesa, chi era la moglie Emanuela Setti Carraro?

Il Generale Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro sono stati uccisi dalla mafia il 3 settembre del 1982 in quella che è passata alla storia come la strage di via Carini in cui perse la vita anche l’agente scelto Domenico Russo. Durante la commemorazione, celebrata per ricordarne l’anniversario, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi ha voluto omaggiare la loro memoria facendo un quadro della mafia a Palermo in questo momento. Ecco le sue parole:

Nella lotta alla mafia sono stati fatti dei passi da gigante ma ovviamente la strada da percorrere è ancora molto lunga. Dal punto di vista operativo non manca nulla, abbiamo un quadro normativo tra i più avanzati a livello internazionale sia nella lotta alla parte associativa sia nella normativa legata al sequestro e alla confisca dei patrimoni criminali. Un punto, quest’ultimo, che ci consente di conseguire obiettivi strategici. Altri paesi europei ancora non hanno questa sensibilità che l’Italia ha ma che ha pagato col sangue di tanti servitori dello Stato.

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