Giovanni Truppi: chi è sua moglie e sua figlia Lucia? Tutto sul cantautore di Sanremo 2022

Giovanni Truppi è il cantautore napoletano per la prima volta al Festival di Sanremo, dove interpreta un brano, vera dichiarazione d'amore.

Giovanni Truppi è il cantautore napoletano per la prima volta al Festival di Sanremo, dove interpreta un testo delicato, degno di una dichiarazione d’amore d’altri tempi, in un mix perfetto di innovazione e anima parteneopea. Leggiamo tra le righe della sua canzone.

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Chi è Lucia, figlia del cantautore Giovanni Truppi?

Per la sua prima volta al Festival di Sanremo 2022, il cantautore napoletano Giovanni Truppi presenta una canzone raffinata, perfettamente in linea con la kermesse. Tuo padre, mia madre, Lucia ha un testo delicato e poetico, una vera e propria dichiarazione d’amore sulle note di un brano di musica leggera pura, in un mix di di innovazione e melodia partenopea.

Giovanni Truppi

Giovanni Truppi

La Lucia raccontata tra le frasi più intime della canzone è la figlia del cantautore:

Non è una cosa che mi va di sbandierare anche se è nel titolo quindi in qualche modo sbandiero, ho fatto coming out.

Sono le parole di Giovanni Truppi in un’intervista al giornale online Fanpage.

Dov’è nato e quanti anni ha Giovanni Truppi?

Nato a Napoli il 21 febbraio 1981, sotto il segno zodiacale dei Pesci, il cantautore ha 41 anni.

Moglie

Anche se il cantautore napoletano è piuttosto restìo a parlare esplicitamente della sua famiglia e vita privata, la canzone presentata al Festival di Sanremo è una chiara dichiarazione d’amore alla moglie, di cui non rivela nemmeno il nome. Almeno per il momento!

Testo Tuo padre, mia madre, Lucia

Leggendo il testo di Tuo padre, mia madre, Lucia, si ha l’impressione di esser accompagnati in punta di piedi dentro frasi e parole, intime, delicate e dirette. Prende vita una narrazione capace di incuriosire, soffermandosi sul desiderio di conoscere chi siano le persone nominate, chi sia il padre, la madre e, soprattutto Lucia.

Quando ti ho incontrata per la prima volta
Ad una cena di sconosciuti in un bar di Torino
Senza pensarci, d’istinto, ti ho guardato la mano
Per vedere se fossi sposata.
Brillano le teste e scintillano le stelle
Corrono corrono corrono, gli occhi si chiudono gli attimi cadono
Dimmi se sei triste, dove andiamo, che ci faccio qui.

…O siamo sempre stati qui?
E quando le cose tra di noi non vanno lisce e sono malinconico o preoccupato
Ripenso a quel momento e mi fido di lui,
E anche se a volte litighiamo solo per la paura di metterci a letto lo so che per quello che vogliamo fare noi un per cento
È amore e tutto il resto è stringere i denti.

E se domani tuo padre, mia madre o Lucia
Ascolteranno queste parole
Si chiederanno, come mi chiedo anch’io, se questo è un amore
Risponderò come rispondo anche a me
Che
Amarti è credere che
Che quello che sarò sarà con te.

E adesso che conosco anche la tua amarezza
E il buio senza parole in cui sei nuda di rabbia Io ti volevo dire che la mia anima ti vuole
Ed il mio cuore pure
E che le mie fantasie si scaldano al pensiero del tuo fiato.
Brillano le teste e scintillano le stelle
Toccami la faccia e non farmi fare niente
Stringimi più forte e fammi dire un’altra volta sì.

E se domani tuo padre, mia madre o Lucia
Ascolteranno queste parole
Si chiederanno, come mi chiedo anch’io, se questo è un amore
Risponderò come rispondo anche a me
Che
Amarti è credere che
Che quello che sarò sarà con te.
Amore mio, per vivere facciamo mille cose stupide
Lo sai, per sopravvivere, semplifichiamo il più possibile.

Ma cosa c’è di semplice?
Amore mio
Che ridere.
E se domani tuo padre, mia madre o Lucia
Ascolteranno queste parole
Si chiederanno, come mi chiedo anch’io, se questo è un amore
Risponderò come rispondo anche a me
Che
Amarti è credere che
Che quello che sarò sarà con te.
Sto camminando verso di te
Ti vedo all’incrocio, mi fermo a guardarti
E aspetto l’attimo in cui
Ti girerai e mi sorriderai vedendomi arrivare.

Tutto sul cantautore di Sanremo 2022

Arrivato sul palco dell’Ariston, Giovanni Truppi è un cantautore per molti sconosciuto. In effetti è un artista raffinato, con alle spalle un curriculum ben noto a chi da anni segue la musica d’autore. Nato a Napoli, celebra la città e le sue tradizioni, mixando jazz e sound di classe. Vive tra Bologna e la Francia, dov’è conosciuto come una celebrità e le sue canzoni sono molto apprezzate.
Esibirsi sul palco dell’Ariston per lui è un mettersi in gioco, per portare la sua musica al Festival, facendola arrivare nell’anima di chi lo ascolta, senza nessuna pretesa.

Vincitore del prestigioso premio Lunezia, il cantautore napoletano racconta l’amore con classe e raffinatezza, inserendo nel titolo della sua canzone il nome della figlia Lucia.

C’è una parte autobiografica, come a volte mi succede con le mie canzoni. Mio malgrado, perché in realtà sono abbastanza pudico e timido, ma la mia storia personale a volte è materia di lavoro per me. Ci ho lavorato con altri artisti e per fortuna queste presenze bilanciano il punto di partenza che è così personale. Lucia è il nome di mia figlia, quindi più personale di così.

E ancora:

Credo di aver pensato per la prima volta alle parole e alla melodia della canzone in bicicletta, mentre transitavo di fianco al Portico dei Servi, a Bologna… Ogni volta che passo di lì mi viene in mente ‘Eskimo’ di Guccini, ma quel giorno credo di non essermi reso subito conto di dove mi trovavo tanto ero preso da altri pensieri.

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