Rabbia

Rabbia: come gestirla senza nuocere agli altri

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Hai contato fino a dieci, spesso allungando, e di molto, la numerazione? Hai persino pensato di trascorrere sette anni in Tibet, come Brad Pitt, ma non c’è stato nulla da fare? La rabbia che hai tentato di soffocare, nascondere, reprimere, è rimasta lì, dentro di te, e ti corrode lentamente? Ecco come gestirla senza nuocere agli altri.

Avevi promesso a te stesso “questa volta gli dico di no: non posso fare lo straordinario, mercoledì ho bisogno del pomeriggio libero“, ma poi il capoufficio è venuto da te, e dopo qualche complimento ben piazzato per la tua efficienza e disponibilità, ti ha chiesto di sbrigare quelle pratiche urgenti. Sì, proprio mercoledì pomeriggio. E ti sei ritrovato a sussurrare quel “va bene“, a mezza bocca. Perché rifiutare è scorretto, perché come-faccio-a-dire-di-no. E intanto la tua ira cresce. Stai sognando di diventare un gigante ed urlare tutto il tuo risentimento al capo, ma non hai il coraggio di farlo, e la frustrazione fa crescere ancora di più la tua rabbia, che aumenta fino a diventare vera e propria ansia.

Come sfogare la rabbia?

Deve essere proprio così? Davvero non ci si può mai sfogare? È sempre necessario tenersi tutto dentro? Assolutamente no. Anche perché, a farne le spese, è poi il nostro equilibrio psicofisico. L’energia repressa, infatti, si trasforma in una tensione negativa che esplode con segnali evidenti che si manifestano nell’organismo: tra i più comuni vi sono tensione e irrigidimento muscolare, bruciori di stomaco e gastrite, disturbi del fegato, cefalea, infiammazione e prurito alle mani.

Esplodere, però, è possibile. Certo, in molti casi le convenzioni sociali impediscono di urlare il proprio disappunto davanti a qualcuno, ma esistono modi per far venir fuori la tensione che si prova, rimanendo, comunque, nell’ambito del politically correct. Ti trovi dentro casa, da solo? È il momento buono per esplodere!

Scegli un bersaglio contro cui sfogarti: per evitare di farti male, o di distruggere qualcosa a cui tieni, puoi prendertela, ad esempio, con un vecchio giornale. Strappane le pagine e, mentre lo fai, puoi urlare con tutto il fiato che hai in gola. Va meglio?

La seconda fase

A questo punto sei pronto per passare alla fase costruttiva, in cui utilizzare la carica positiva dell’energia che hai dentro. Prendi i frammenti delle pagine che hai strappato e ricomponili in nuove forme. Puoi anche servirtene per decorare con un fantasioso decoupage vecchi oggetti, che avranno così una nuova vita. È un modo efficace, e del tutto innocuo, per far sì che l’energia che ti preme dentro trovi una via di uscita, e non resti invece compressa in te, facendoti, un po’ per volta, implodere.

Esiste anche un aiuto prezioso per consentire alla rabbia di venir fuori sotto forma di creatività e fantasia ed è rappresentato dal fiore di Bach Holly, che si può assumere nella dose di quattro gocce sublinguali, quattro volte al giorno.

È utile ricordare che le emozioni, di per sé, non possono essere giudicate: sono invece le azioni che possiamo compiere sull’onda di determinati stati d’animo a poter essere negative. Per questo lasciamo spazio a tutte quelle attività che ci consentono di canalizzare la nostra energia verso attività costruttive. Ne ricaveremo una sensazione di leggerezza mentale ed anche la salute del nostro organismo ne trarrà beneficio.

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Dottoressa in Comunicazione e marketing d'impresa è appassionata di sport e serie tv. Dinamismo è la sua parola d'ordine!