Saman Abbas, tutta la storia: cosa è successo? È stata ritrovata? Corpo, resti, fidanzato, sensitivo, ultime notizie

Cosa è successo a Saman Abbas? La ragazza pachistana scomparsa e uccisa risulta ancora dispersa nel nulla.

La storia di Saman Abbas è ancora oggi avvolta nel mistero: la ragazza pachistana fatta scomparire dalla famiglia ancora oggi risulta svanita nel nulla. Ma cosa è successo?

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Cosa è successo a Saman Abbas?

Saman Abbas nel novembre del 2020 ha rifiutato un matrimonio combinato fissato dalla sua famiglia per il 22 di dicembre. A questo proposito la ragazza pachistana ha denunciato i suoi genitori e viene allontanata dai suoi familiari, essendo ancora minorenne. La giovane viene affidata a una struttura protetta nelle vicinanze di Bologna, ma anche lì non trova pace: il suo fidanzato – Saqib Ayud – racconta che Saman non è felice nemmeno lì, in quanto vive segregata in casa e non può nemmeno uscire per andare a scuola.

L’11 aprile del 2021, Saman Abbas lascia volontariamente la struttura, recandosi a casa sua per prendere alcuni documenti fra cui il passaporto per poter abbandonare l’Italia e vivere finalmente libera, felice di poter sposare l’uomo che ama. Esattamente 11 giorni dopo però torna nel comando dei Carabinieri per sporgere un’altra denuncia: la ragazza è stata rimproverata dai genitori per il suo comportamento e i suoi documenti sono tenuti sotto chiave nell’armadio del padre. Pasquale Lufrano, Maresciallo dei Carabinieri, chiede a Saman Abbas di promettergli che – qualora il suo passaporto fosse trovato in possesso dei genitori – lei sarebbe dovuta tornare nella comunità protetta. Il giorno dopo viene quindi perquisita l’abitazione della famiglia di Saman e vengono allertati i servizi sociali per trovarle un posto dove essere ospitata.

La telefonata del fidanzato

Il 30 aprile del 2021, intorno alle undici di sera, Saman Abbas scrive un messaggio al suo fidanzato Saqib da un telefono di fortuna. Il contenuto è raccapricciante:

L’ho sentito con le mie orecchie, ti giuro che stavano parlando di me…

La ragazza riferisce di aver sentito sua madre parlare di lei e dell’unico modo che conoscono per porre rimedio di fronte a una persona che non vive secondo le regole imposte dai dogmi pachistani: la donna sta suggerendo di ucciderla. Per questo motivo Saman chiede al suo fidanzato di allertare le forze dell’ordine, nel caso in cui non riesca a mettersi in contatto con lui nei giorni successivi.

L’omicidio

Dalla ricostruzione degli inquirenti – fatta grazie alle parole del fratello di Saman Abbas – sappiamo che la ragazza, proprio quella sera, litiga violentemente con i suoi genitori. Prepara così il suo zaino per abbandonare la famiglia e andarsene per sempre. A questo punto, il padre della giovane chiama lo zio Danish a cui chiede di riportarla a casa, anche contro la sua volontà. L’uomo annuisce e torna dai genitori di Saman dicendo di aver “sistemato tutto”.

Il primo maggio del 2021, Nazia e Shabbar Abbas, i genitori della ragazza, fanno ritorno in Pakistan con un biglietto aereo comprato solamente due giorni prima. La loro partenza risulta sospetta e confermata dalle telecamere di Milano Malpensa. Il 10 maggio dello stesso anno, lo zio Danish e i due cugini di Saman, Nomanulhaq e Ikram Ljaz, entrambi indagati, vengono fermati a Imperia per un controllo. In loro compagnia c’è anche il fratello della giovane, portato successivamente in una comunità protetta. Il ragazzo confesserà che suo zio ha ammesso di aver ucciso Saman Abbas.

Il corpo

Il 25 maggio scattano le ricerche per il ritrovamento del corpo di Saman Abbas, concentrandosi soprattutto nei pressi dell’abitazione della famiglia pachistana e nei luoghi dove lavorano tutti gli Abbas. Controllando le registrazioni delle telecamere di sicurezza del giorno 29 aprile, intorno alle 19:15, si avvistano lo zio e i cugini della ragazza uscire da un magazzino per recarsi verso i campi muniti di badili, un secchio, una busta di plastica e un piede di porco. Il loro rientro è documentato qualche ora dopo, dopo le 21:30. Nonostante ogni mezzo messo a disposizione per il ritrovamento di Saman Abbas, il suo corpo non viene ritrovato. Molti iniziano a sostenere che quel video non sia altro che un depistaggio.

Gli arresti

Il 28 maggio del 2021, a Nimes, in Francia, viene arrestato il cugino di Saman, Ikram Ijaz, intento a scappare verso Barcellona. Il giorno seguente, il padre della ragazza – Shabbar Abbas – dichiara che sua figlia è viva e si trova in Belgio. Attualmente nei confronti dell’uomo e di sua moglie pende un mandato di arresto internazionale. Il fratello sedicenne di Saman Abbas, comunque, continua a ribadire che è stato lo zio Danish a ucciderla e fornisce dettagli raccapriccianti: il 30 aprile i genitori della ragazza, insieme allo zio e a un altro parente, hanno organizzato una riunione per discutere delle modalità per disfarsi del corpo della diciottenne. L’idea era quella di smembrarlo.

Ultime notizie

Il 22 settembre 2021 è arrivata la svolta: i Carabinieri di Reggio Emilia hanno confermato l’arresto di Danish Hasnanin, zio di Saman Abbas. L’uomo è accusato di aver ucciso sua nipote e di aver seppellito il suo cadavere con la complicità dei genitori e dei cugini. Al momento dell’arresto, comunque, lo zio della ragazza non ha mostrato alcun segno di resistenza. I genitori di Saman, invece, risultano ricercati dall’Interpol e Marta Cartabia – Ministro della Giustizia – ha firmato la domanda di estradizione per entrambi. Il corpo di Saman Abbas risulta ancora disperso.

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