Elisa, canzoni e testi: le frasi più belle

Elisa è una delle cantautrici italiane più amate di sempre. Ecco alcune tra le frasi più belle tratte dai suoi brani più famosi

Elisa, all’anagrafe Elisa Toffoli, è una delle cantautrici italiane più amate di sempre. Nata a Trieste nel 1977, ha iniziato la sua carriera nel 1996, cantando in inglese. È approdata all’italiano solo nel 2001, quando ha vinto il Festival di Sanremo con il brano Luce (Tramonti a Nord Est). Ad oggi, l’artista ha venduto oltre cinque milioni di dischi. Oggi vi proponiamo alcune tra le frasi più belle tratte dai suoi brani.

Le frasi più belle di Elisa

C’è un principio d’ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti e trovarli già svelati. E a parlare ero io, sono io che li ho prestati. Quante cose che non sai di me, quante cose che non puoi sapere, quante cose da portare nel viaggio insieme. (Gli ostacoli del cuore)

Non ci siamo mai visti per davvero e non ci siamo mai presi per davvero in giro, neanche per sbaglio, neanche per sbaglio in silenzio. La città incontra il tuo deserto, che io innaffio da sempre. Sarà la mia missione, sarà che ora ho un fiore nella bocca. Se in mezzo alle strade o nella confusione piovesse il tuo nome, io una lettera per volta vorrei bere. In mezzo a mille persone, stazione dopo stazione, se non scendo a quella giusta è colpa mia. (Se piovesse il tuo nome)

Mi hai lasciato senza parole, come una primavera. E questo è un raggio di luce, un pensiero che si riempe di te. E l’attimo in cui il sole diventa dorato e il cuore si fa leggero, come l’aria prima che il tempo ci porti via da qui. Ti vorrei sollevare. Mi hai detto «Ti ho visto cambiare, tu non stai più a sentire», per un momento avrei voluto che fosse vero anche soltanto un po’. Perché ti ho sentito entrare ma volevo sparire. E invece ti ho visto mirare, invece ti ho visto sparare a quell’anima che hai detto che non ho. (Ti vorrei sollevare)

Tienimi su quando sto per cadere, tu siediti qui, parlami ancora se non ho parole. Io non te lo chiedo mai, ma portami al mare, a ballare, non ti fidare, sai, quando ti dico che va tutto bene così. E perdonami se sono forte, sì, ma poi sono anche fragile. Io il confine non lo so vedere, sai che non mi piace dare un limite o un nome alle cose. Lo trovi pericoloso, non sai come prendermi, mi dici «Non lo so se ti credo». Senza tutta questa fretta mi ameresti davvero? Mi cercheresti davvero? (Anche fragile)

A un passo dal possibile, a un passo da te. Paura di decidere, paura di me, di tutto quello che non so, di tutto quello che non ho. Eppure sentire, nei fiori tra l’asfalto, nei cieli di cobalto, c’è… Eppure sentire, nei sogni in fondo a un pianto, nei giorni di silenzio, c’è un senso di te. (Eppure sentire)

Promettimi che prima di dormire, qualche volta, non tutte le sere, ti innamorerai poco o tanto, non ti accontenterai. Promettimi che prima di pesare il prossimo passo e pensare se vale, ti ricorderai di sentire dentro cosa vuoi. Promettimi di fare entrare il sole che asciuga le ossa e scalda bene il cuore, anche quando vivresti solo di notte e di guai. Promettimi di non mentirti mai, non prendere in giro pensando che puoi. Non vantarti a caso e non sentirti migliore mai. (Promettimi)

L’anima osa, è lei che si perde, poi si ritrova. E come balla quando si accorge che sei lì a guardarla. Non mi portare niente, mi basta fermare insieme a te un istante. E, se mi riesce, poi ti saprò riconoscere anche tra mille tempeste. Un bacio è come il vento quando soffia piano però muove tutto quanto. È un’anima forte che non ha paura, quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora. (L’anima vola)

Vorrei rinascere per te e ricominciare insieme come se non sentissi più dolore. Ma tu hai tessuto sogni di cristallo, troppo coraggiosi e fragili per morire adesso solo per un rimpianto. Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte una piccola poesia. Ci sarà o forse esiste già al di là dell’orizzonte una poesia anche per te. Perdona e dimenticherai, per quanto possa fare male in fondo sai che sei ancora qui. (Una poesia anche per te)

Avrai cura di tutto quello che ti ho dato. Dimmi, siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella. Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra, su nuovi giorni. Ascoltami, ora so piangere. So che ho bisogno di te, non ho mai saputo fingere. Ti sento vicino, il respiro non mente. In tanto dolore, niente di sbagliato, niente. (Luce (Tramonti a Nord Est))

Tutto questo tempo a chiedermi cos’è che non mi lascia in pace. Tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene così come sono. Così un giorno ho scritto sul quaderno «Io farò sognare il mondo con la musica», non molto tempo dopo, quando mi bastava fare un salto per raggiungere la felicità. E la verità è che ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è, invece di guardare il sole sorgere. (Qualcosa che non c’è)