Manuel Aspidi

© Azzurra Primavera

INTERVISTE POP: Manuel Aspidi, da Amici al sogno di Stevie Wonder

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Ne sono successe di cose da quando, nel 2006, Manuel Aspidi, giovanissimo, ha preso parte ad Amici di Maria De Filippi. Recentemente, l’artista è tornato con un nuovo singolo, Last call, ed è stato l’occasione per scambiare quattro chiacchiere e parlare di passato, presente, ma soprattutto futuro.

Le parole di Manuel Aspidi

Manuel, iniziamo subito dal tuo nuovo brano, Last call: un messaggio forte e chiaro per salvare la nostra terra.

Il brano è stato scritto da Julian Hinton e Phil Palmer. Quando lo ascoltai per la prima volta, dissi che l’argomento che avrei voluto trattare in questa canzone fosse proprio il nostro pianeta, la terra che ci chiama e ci chiede aiuto implorandoci di salvaguardarla. Last Call (l’ultima chiamata, in italiano) racconta proprio questo. Questa è l’ultima chiamata per il pianeta, questa è l’ultima parola: «Non è tutto perduto / C’è tanto da migliorare / Aiutiamo il mondo / Facciamo il cambiamento», queste sono alcune delle frasi della canzone. Una volta pronto il brano, la mia casa discografica THOMAS MUSUC & Art ha contatto il WWF raccontando loro di questo progetto e la nostra volontà di voler devolvere tutti i proventi delle vendite per la realizzazione dei loro progetti, e con grande amore hanno sposato la causa.

Quali sono i gesti quotidiani che fai per la salvaguardia del nostro ambiente?

Innanzitutto non getto niente a terra o nel mare, ma inserisco tutto negli appositi contenitori adatti al raccoglimento dei rifiuti, così facendo non salvaguardo solo la natura ma anche gli esseri che la abitano, portando poi il massimo rispetto per tutti gli animali. Inoltre evito consumi e sprechi inutili.

Approfittiamo di questa nostra chiacchierata per fare un salto indietro e tornare al 2006, quando – giovanissimo – hai preso parte ad Amici di Maria De Filippi.

Amici è stata sicuramente una delle esperienze più belle, all’epoca avevo solo 19 anni e a quell’età ritrovarmi catapultato in un programma di così grande successo è stata davvero una grande emozione. Con Amici ho iniziato a farmi conoscere dal grande pubblico, lo stesso che continua a seguirmi da tanti anni ormai e che mi sostiene continuamente, con alcuni ho instaurato dei rapporti bellissimi, mi spediscono regali, lettere e sono i primi ad acquistare le mie canzoni ogni volta che le pubblico. Con Amici, inoltre, ho pubblicato il mio primo singolo, Soli a metà.

A proposito di Soli a metà: hai avuto un successo straordinario, specie se pensiamo che allora la discografia aveva molti pregiudizi sugli artisti provenienti dai talent.

Esatto. Grazie ad Amici ho pubblicato questo brano che mi ha permesso di vincere molti premi importanti, è rimasto per quattro mesi primo in classifica ed è diventato una hit come successo italiano del 2007. Vedere il mio primo singolo in cima alle classifiche per cosi tanto tempo e riscuotere tutto quel successo è stata un’emozione grandissima, quasi inaspettata, non avendo neanche vinto il programma. Eppure a volte la vita riesce a sorprenderti in positivo.

Recentemente, Amici è diventato Amici Speciali ed è tornato in onda con alcuni tra i volti più amati del programma. Ti sarebbe piaciuto partecipare di nuovo?

Sicuramente sarebbe stato bello, tornare ad Amici è un po’ come tornare a casa.

Manuel Aspidi fotografato da Azzurra Primavera

Manuel Aspidi fotografato da Azzurra Primavera

Dal 2009 in poi, la discografia ha svolto un ruolo chiave nella carriera dei giovani proveniente dai talent. Credi che la tua storia artistica sarebbe stata diversa se avessi partecipato al programma solo qualche anno dopo?

Probabilmente si, ma sono felice di quello che mi sono conquistato con determinazione e tanta gavetta, cosa che molti non hanno alle spalle e neanche sanno cosa significhi.

Amici, però, non è stato l’unico talent a cui hai preso parte: qualche anno dopo sei stato uno dei volti più amati di The Voice, gareggiando nella squadra di Raffaella Carrà. 

The Voice è arrivato dopo dieci anni esatti dalla mia partecipazione ad Amici. Diciamo che è stata per me un onda d’urto, avevo bisogno di essere scosso e di rimettermi in gioco dopo le tantissime cose belle fatte precedentemente, e il talent è riuscito a darmi quella carica emotiva necessaria a rimettermi sulla giusta strada. The voice è stata una bella esperienza, lavorare con Raffaella, una donna di grande carisma, è stato davvero istruttivo e stimolante. Poi, come ogni esperienza, lascia un segno nel proprio percorso di vita, insegnamenti e ricordi che porterò con me sempre.

Non posso esimermi dal chiedertelo: Amici o The Voice?

Amici sicuramente. Non perché The Voice non sia stata un’esperienza bella, semplicemente perché Amici è stato il mio battessimo e vivevo l’esperienza tutti i giorni, tutto il giorno. Amici è una vera e proprio macchina da guerra.

Archiviamo la parentesi talent: nel 2019, si è aperta per te una fase nuova, grazie al progetto di respiro internazionale Libero (I’m Free), un ep di sei brani.

Il mio EP nasce da un incontro meraviglioso che ho avuto con Phil Palmer. Grazie a Numa, mia direttrice artistica, e alla mia casa discografica, la Thomas Music & Art, una semplice chiacchierata è diventata un progetto bellissimo durato un anno intero, che oggi finalmente tutti possono ascoltare. La preziosità di questo lavoro sono i nomi prestigiosi che ne fanno parte, da Phil Palmer ad Alan Clark (membri storici dei Dire Straits) a Julian Hinton e Micket Feat, grandi professionisti britannici che vantano collaborazioni con nomi del calibro di Trevor Horn, Tina Turner, Seal e altri ancora.

Manuel Aspidi fotografato da Azzurra Primavera

Manuel Aspidi fotografato da Azzurra Primavera

Tra gli autori che hanno scritto per te, non posso non menzionare due penne intense e raffinate: Pierdavide Carone e Niccolò Agliardi.

Pierdavide Carone e Niccolò Agliardi sono due grandi artisti e amici, è stato un piacere lavorare con loro, perché hanno saputo raccontare a pieno quello che volevo esprimere attraverso la mia voce. Li ringrazio molto per la fiducia e per la bella amicizia.

Guardati indietro: c’è qualcosa che non rifaresti o faresti in maniera diversa?

Onestamente rifarei tutto, forse con una spensieratezza diversa e meno preoccupazioni. Mi vivrei più il momento invece di lasciarmi trasportare da paure e ansie inutili.

Guardiamo, adesso, al futuro: qual è il tuo sogno più grande, oggi?

Duettare con Stevie Wonder sarebbe bellissimo, sicuramente esibirmi Oltreoceano. come avrei dovuto fare mesi. fa prima del Covid-19. e poter andare negli States.

Concludiamo le nostre interviste sempre con questa domanda: noi ci chiamiamo DonnaPOP e per noi la parola POP ha un’accezione positiva, rappresenta qualcosa di bello, di accattivante, di tendenza. Cosa è per te POP?

Per me pop è un mix di colori ed emozioni, capace di strapparti un sorriso, ma anche di farti commuovere.

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.
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