Antonio Ricci contro Achille Lauro: «Fa finta per essere più trendy»

Achille Lauro finge e a dirlo è Antonio Ricci, patron di Striscia La Notizia. Il cantante ha dichiarato il falso sul suo passato?

Antonio Ricci ha attaccato il cantante Achille Lauro; il patron di Striscia La Notizia non vuole sentire ragioni: Lauro finge. Secondo Ricci, infatti, il “padre” di C’est la vie non è davvero ciò che dice di essere, ma tutt’altro.

Leggi anche: Achille Lauro criticato da un Esorcista: «Sei blasfemo e satanista!»

Antonio Ricci contro Achille Lauro

In un’intervista de Il Corriere della Sera, Ricci non ha avuto paura di dire ciò che pensa realmente di Achille Lauro:

Non lo trovo sincero. Penso sia un ottimo prodotto di marketing, un perfetto indossatore per Gucci. Per fare il trapper raccontava nelle interviste di essere cresciuto nella miseria, tra droga e carcere. Appena arrivato al Festival di Sanremo, per allargare il suo pubblico, ha spacciato la sua canzone sulla droga Rolls Royce come se fosse la rilettura della Balilla di Giorgio Gaber.

E ancora:

Abbiamo avuto cantanti e poeti che hanno apertamente scritto opere sull’argomento droga, sinceramente e senza problemi. Lui, appena annusato l’odore del quattrino, si è genuflesso a Gigi Marzullo. Un vero “maledetto” doc. È riuscito a sostenere che il suo album Dio c’è sia una riflessione religiosa, quando invece è l’acronimo di DrogaInOfferta CostiEconomici. Ha ricevuto pure il plauso dell’Avvenire.

E infine ha concluso dicendo:

Quest’anno è venuto fuori che suo padre è un magistrato di Cassazione e che andavano in vacanza a Cortina. Non vorrei offendere, ma, secondo me, è assolutamente etero, fa finta di essere trisessuale, solo per essere più trendy.

Achille Lauro: fenomeno o prodotto marketing?

Ci si chiede, allora, cosa abbia scritto Carmelo Abbate nel suo libro su Lauro, se tutto quello che ha raccontato è sempre stata pura finzione. Ricordiamo che in Storie degli Altri si legge proprio questo sul cantante romano:

Lui è Lauro. Nasce a Roma nel 1990. È un bambino brillante, eccentrico. Cresce in una normale famiglia borghese. Frequenta le elementari. Sembra un giorno come un altro. I genitori hanno una comunicazione importante da fare. Basta cene fuori, vestiti o telefonino, siamo pieni di debiti. Lauro conosce il significato della parola rinuncia. Esce con gli amici, finge di aver già mangiato, si vergogna a dire che non ha soldi. Paura, ansia, rabbia lo divorano. Ha 12 anni. Vuole tutto quello che non ha. Spaccia, ruba motorini, li rivende. Entra in un supermercato con gli amici e la fidanzata. Ha una pistola. Dammi i soldi, cazzo, in fretta. Eccoli, li stringe tra le mani. È eccitato. Ha 14 anni. I genitori cambiano città. Lauro resta a Roma con il fratello più grande. Sono soli. Non sono capaci di prepararsi nemmeno un piatto di pasta. Sono allo sbando. Il fratello fa il deejay per un gruppo rap della zona. Lauro ascolta la loro musica, assorbe le rime, la solitudine degli emarginati. Frequenta feste, rave, si sballa, si perde.

Come replicherà Achille Lauro?