Elodie e Marco Masini

Elodie, Masini e l’indelicatezza di chi giudica la magrezza con superficialità

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Vi sognereste mai di dire a una persona, che sia un uomo o una donna poco importa, «Ma quanto sei grasso/a? Mangia di meno»? Se avete un briciolo di buonsenso, tatto e educazione, la risposta è no. Non di persona, quantomeno, perché troppo spesso sui social si leggono critiche feroci e prive di ogni forma di rispetto.

Di persona, dicevo, sicuramente no. Perché, dunque, molti non si rendono conto che dire «Ma quanto sei magro/a? Mangia di più» è grave e, in taluni casi, pericoloso allo stesso modo?

Elodie, Masini e la superficialità di quel «Mangia qualcosa»

 

Ripercorriamo i fatti: in più occasioni, prima dell’inizio di Sanremo e dietro le quinte dell’Ariston, Marco Masini ha incontrato Elodie e, trovandosi di fronte alla collega, le ha detto «Mangia», «Però devi mangiare», «Ma quant’è che non mangi?», «Quanto sei magra, mangiati la Nutella». La cantante, in una recente intervista a RadioDueSocialClub, ha rivelato di essere stanca di doversi difendere per la propria forma fisica e ha aggiunto «Vivo la mia magrezza come un complesso, sentirmi dire certe cose mi fa arrabbiare».

Perché, mi chiedo, si fa così fatica a comprendere che la magrezza, esattamente come la grassezza, può rappresentare un disagio reale per chi convive con un certo tipo di corpo? Perché si pensa di poter deridere, seppur non con un intento cattivo, ma semplicemente per superficialità e pressappochismo, un corpo magro?

Sminuire o minimizzare le parole di Masini, pur tenendo ben presente che non aveva intenzione di offendere Elodie, è grave. Ed è altrettanto grave accusare Elodie di esagerare nel momento in cui parla di body shaming: sì, Masini non voleva mortificarla, il suo – probabilmente – era un modo goffo di complimentarsi con la cantante per la sua forma longilinea, ma – di fatto – certe frasi, accompagnate da sberleffi e risate, dimostrano quanto il problema sia reale, concreto. Ma, soprattutto, dimostrano quanto il problema non sia ancora percepito come tale.

Sul web, si legge “Ma Masini voleva solo farle un complimento” oppure “Ormai non si può dire più niente“, qualcuno – ironicamente – azzarda “Allora accusiamo di body shaming pure le nostre nonne che ci dicono di mangiare di più“. Non è proprio così: l’argomento è ben più articolato, complesso e delicato e certe leggerezze (per usare un eufemismo) vanno evitate perché dietro un corpo (magro, grasso, obeso, sottopeso, slanciato) c’è un vissuto. C’è una persona, con la sua storia, la sua sensibilità, la sua fragilità.

In definitiva…

 

Si può parlare di body shaming in tanti casi, di fronte a un atto di violenza, a un insulto, a una frase detta male, con superficialità, con noncuranza. Di fronte a un «Mangia di meno», «Sei ingrassato/a», «Mangia di più», «Sei troppo magro/a». Ancora una volta, il problema è l’utilizzo delle parole, che sono un’arma potente, da maneggiare con cura e attenzione. Quello che dovremmo fare tutti è capire quanto l’utilizzo superficiale e distratto di certi termini possa ferire o creare un danno più o meno grave.

Ricordate il «passo indietro» di Amadeus, nella prima conferenza stampa del Festival di Sanremo? Il suo intento non era malevolo, voleva complimentarsi con Francesca Sofia Novello per la sua capacità di restare un passo indietro rispetto alla notorietà di Valentino Rossi, suo compagno di vita, e di non voler sfruttare i suoi riflettori per fare carriera. Eppure, le sue parole, dette con estrema leggerezza, in quanto figlie di una cultura maschilista e retrograda, hanno sollevato un polverone senza precedenti.

Sono convinto che Masini non volesse offendere Elodie, ma certe parole – dette con indelicatezza – possono ferire e urtare la sensibilità di una persona. Le parole hanno un peso, bisogna imparare a usarle con empatia. Ecco, forse il problema è proprio questo: la mancanza di empatia.

Dovremmo riscoprirla e capire che la parte lesa di tutta questa storia è Elodie, solo lei. Masini dovrebbe scusarsi. E, se non gli è chiaro il motivo o ritiene che sia superfluo, dovrebbe provare a mettersi nei suoi panni. E, con lui, dovrebbero farlo tutti quelli che dicono “Ma non si può più dire nulla?“.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.