Striscia la notizia, dopo lo scandalo con i cinesi, Antonio Ricci non si scusa: le sue parole

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Scusarsi? Neanche per idea. Antonio Ricci non si smentisce, e dopo il putiferio sollevato nei giorni scorsi dalla gag in cui i due conduttori di Striscia la notizia hanno scimmiottato la parlata cinese e gli occhi a mandorla, l’autore ha rivendicato la sua libertà di essere politicamente scorretto:

Siamo scorretti politicamente perché siamo una trasmissione satirica. Niente scuse.

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Ecco cosa è successo

In occasione della puntata di lunedì scorso, lo storico TG satirico Striscia la notizia di Antonio Ricci ha fatto nuovamente discutere, quando Gerry Scotti e Michelle Hunziker hanno anticipato il servizio sulla sede RAI a Pechino con un siparietto che li vedeva parlare sostituendo le erre con le elle e simulando il taglio dell’occhio orientale. Una caricatura che non è passata inosservata sui social, specialmente dopo essere stata duramente condannata da Diet Prada, uno dei più influenti profili Instagram del mondo della moda, con una pesante accusa di razzismo.

Le scuse di Gerry Scotti e Michelle Hunziker

Investiti in pieno da questa tempesta mediatica, il duo Scotti-Hunziker non ha potuto che fare pubblica ammenda, rilasciando un’intervista al Corriere della Sera in cui dichiaravano di essere dispiaciuti che qualcuno si fosse sentito offeso, ma anche di aver ricevuto addirittura delle minacce di morte.

L’attrice e conduttrice di origini svizzere è stata la prima a esporsi con una serie di IG Stories in cui dichiarava di aver sbagliato e di essere sempre stata contro ogni discriminazione.

Striscia la notizia: Antonio Ricci non ci sta

Chi non ha la minima idea di scusarsi, invece, è l’ideatore di Striscia la notizia, Antonio Ricci. Facendo pervenire alla stampa una nota che chiariva senza ombra di dubbio la sua posizione sulla gag cinese, ecco le sue parole:

Striscia non chiede scusa perché è, e resterà, una trasmissione satirica e, come le trasmissioni satiriche e comiche di tutto il mondo, politicamente scorretta.

Il web e l’opinione pubblica, però, rimangono divisi tra chi considera, come Ricci, che parlare di razzismo sia esagerato e che oggi “non si possa più dire niente” e chi invece ha considerato il siparietto per lo meno di cattivo gusto.

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