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Michele Merlo, cos’è la leucemia fulminante? Sintomi, cause, cura

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Michele Merlo, una leucemia fulminante l’ha portato via: ma cos’è esattamente la malattia che l’ha colpito?

La morte improvvisa di Michele Merlo ha sconvolto l’opinione pubblica, sia per la giovane età del cantante sia perché la tragedia si è consumata in pochi giorni. A causarla sono stati i sintomi di una malattia dal nome sinistro: leucemia fulminante. Così, oggi in molti si chiedono quali sono i sintomi e le cause, e soprattutto c’è una cura per questa terribile malattia?

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Michele Merlo, leucemia fulminante: che cos’è?

A fare chiarezza è la Fondazione Veronesi, eccellenza italiana nella ricerca per la lotta contro i tumori. Si tratta, infatti, della forma più aggressiva di tumore del sangue, che prende il nome di leucemia promielocitica acuta. A causare la morte del paziente, come si legge sul sito dell’ente, sono sempre le emorragie, come è accaduto a Michele Merlo, spirato a soli 28 anni all’ospedale Maggiore di Bologna.

La leucemia mieloide acuta è uno dei quattro diversi tipi di leucemie esistenti, si sviluppa nel midollo osseo e progredisce velocemente attaccando i globuli bianchi. Quella che ha colpito Michele Merlo è la forma più aggressiva, la leucemia promielocitica acuta, detta fulminante proprio a causa della velocità con cui può degenerare. Se non diagnosticata in tempo, può causare il decesso del paziente in pochi giorni per emorragia, ma se se si interviene tempestivamente può essere curabile.

Le cause e i sintomi

Secondo quanto afferma Francesco Lo Coco, responsabile del laboratorio integrato di diagnostica oncoematologica del Policlinico Tor Vergata di Roma e autore di una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine

I pazienti colpiti da una leucemia promielocitica acuta sono portatori di una traslocazione acquisita, non presente dunque dalla nascita, tra i cromosomi 15 e 17. Quale meccanismo sia alla base dell’alterazione, al momento, non si sa.

Quando questa alterazione si verifica, le nuove cellule maligne vanno rapidamente a sostituire quelle sane presenti nel midollo osseo, con esiti spesso fatali. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 2.000 nuovi casi di leucemia mieloide acuta, soprattutto negli uomini sopra i 60 anni. La patologia che ha colpito Merlo, invece, rappresenta il 10-15%,  quindi circa 150 casi l’anno, e interessa principalmente i giovani, con un’età media di 31 anni.

La Fondazione Veronesi cita come campanelli d’allarme prima di tutto la comparsa di ematomi sospetti, ma anche frequente sanguinamento dal naso e dalle gengive; oppure possono essere coinvolti l’apparato digerente, quello genito-urinario e il sistema nervoso centrale. Questi sintomi si accompagnano in genere a stanchezza e malessere generale.

Esiste una cura per la leucemia fulminante?

Per quanto non sia una condizione in alcun modo da sottovalutare, la leucemia fulminante è anche uno dei tumori con il più alto tasso di guarigione: sopravvivono ben nove pazienti su dieci. È fondamentale tuttavia il fattore tempo: una diagnosi corretta e tempestiva significa salvezza.

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