Chiara Ferragni

Chiara Ferragni, che vi piaccia o no, ha vinto di nuovo: boom di visite agli Uffizi

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Critiche, offese, veri e propri insulti: Chiara Ferragni, nell’ultima settimana, è stata protagonista dell’ennesima polemica inutile e pretestuosa per via della sua visita agli Uffizi di Firenze. La fashion blogger, in buona sostanza, è stata presa di mira da chi l’ha ritenuta inadatta come promotrice di un luogo di cultura.

Chiara Ferragni e le immancabili polemiche

Chiara Ferragni non provoca mai reazioni miti, questo è un dato di fatto e, a ben vedere, si tratta di un dato più che positivo. È il caso della sua visita agli Uffizi: la moglie di Fedez è stata criticata aspramente da chi ha considerato inappropriato il suo abbigliamento, i selfie scattati di fronte alle opere d’arte, le parole del direttore del museo Eike Schmidt, che l’ha definita «una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social». Da chi, più in generale, trova disdicevole che una fashion blogger sponsorizzi un luogo di arte.

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Molti, però, dimenticano un fatto imprescindibile: Chiara Ferragni è un brand vivente ed è anche il mezzo attraverso cui passa la promozione del brand stesso. Chiara Ferragni è il prodotto e lo strumento tramite cui il prodotto viene sponsorizzato e poi venduto. Lei non offre altro che se stessa e, attraverso i social network, arriva a milioni di persone. Ha il potere, reale e tangibile, di influenzare.

Chiara Ferragni in visita agli Uffizi

Chiara Ferragni in visita agli Uffizi

Boom di visite agli Uffizi

E i numeri, alla fine, le hanno dato ragione. Infatti, dopo le parole di solidarietà del sindaco Dario Nardella («c’è gente che la critica anche quando visita i musei») e quelle di stima del direttore Eike Schmidt («attacchi snob e maschilisti»), i numeri hanno messo a tacere qualsiasi polemica. Ecco le parole di Schmidt a Fanpage:

I visitatori Under 25 sono cresciuti del 27% rispetto allo scorso weekend e i nostri canali social sono schizzati alle stelle. Questa grande spinta ci consentirà di far rientrare alcune persone che ora sono in cassa integrazione.

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La pubblicità è sempre esistita. Vent’anni fa c’era Michelle Hunziker che mostrava il fondoschiena a favore di obiettivo e le ragazze correvano in negozio a comprare il suo intimo, oggi c’è Chiara Ferragni che visita i musei Vaticani e gli Uffizi, lautamente pagata, per promuovere il turismo in Italia. La pubblicità esiste perché esiste gente che cede al fascino di un prodotto ben promosso. In verità, lo facciamo tutti, ogni giorno, persino senza accorgercene. Il resto sono solo polemiche inutili e pretestuose.

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Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.