Leni Klum, perché la figlia di Flavio Briatore ha il cognome della madre Heidi? In che rapporti sono?

Non tutti sanno che Leni Klum è figlia di Heidi Klum e Flavio Briatore, il noto imprenditore italiano. Ma perché hanno un cognome diverso?

Non tutti sanno che Leni Klum è figlia di Heidi Klum e Flavio Briatore, il noto imprenditore italiano. Ma perché la giovane modella non porta il cognome di suo padre?

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Perché Leni Klum non porta il cognome di Flavio Briatore?

Leni Klum non è solo figlia della top model Heidi, bensì anche di Flavio Briatore che – dall’amore con Elisabetta Gregoraci – ha avuto anche un altro figlio, Nathan Falco, nato 12 anni fa. Il noto imprenditore e la madre di Leni hanno avuto una storia d’amore quasi 18 anni fa e al culmine del loro rapporto hanno avuto una bambina.

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Flavio Briatore e Heidi Klum

Briatore e Leni Klum si frequentano poco, a causa della distanza, ma Flavio ci tiene a ribadire che la ama moltissimo; ecco cosa ha rivelato a Repubblica sul loro rapporto:

Con Leni ci siamo visti anche questa estate a Capri, c’erano Elisabetta, Falco, la mamma Heidi, suo marito (il musicista Tom Kaulitz) i loro figli. Nathan Falco è contento di avere una sorella. Glielo abbiamo detto che era grande, un paio di anni fa, e lui mi ha detto ‘papà io già lo sapevo’. Anche perché ormai i ragazzi vanno su Google e scoprono tutto. Ma non me ne aveva mai parlato, probabilmente per pudore. Aspettava che lo facessi io, ma loro si seguivano su Instagram. Avevano fatto tutto prima e meglio di noi adulti.

Flavio Briatore, comunque, non ha mai riconosciuto Leni Klum poiché il suo vero padre è stato il cantante britannico Seal, ex marito di Heidi Klum, che l’ha cresciuta. Ecco le parole dell’imprenditore:

Adoro Leni e sono molto orgoglioso di lei, da poco ha avuto la copertina di Vogue Germania. È non solo bellissima, ma forte e indipendente, entusiasta della vita, anche se io non ho nessun merito in questo e ringrazio Heidi per come l’ha cresciuta. Il problema nella nostra frequentazione sono le distanze, perché vive a Los Angeles. Il padre vero che la ha allevata è stato Seal e io con lui ho un buon rapporto. Con lei non ho il rapporto ‘giorno per giorno’ che ho con Falco, questo è logico. Ma non significa che la amo di meno.

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Heidi e l’ex marito Seal

La separazione da Elisabetta Gregoraci

Dopo aver parlato della sua storia con Heidi Klum e del rapporto con sua figlia Leni, Flavio Briatore ha anche parlato della sua separazione con Elisabetta Gregoraci, madre del suo secondo figlio:

Io sono convinto che l’intelligenza è fondamentale. Puoi separarti, non avere un rapporto di coppia con la madre di tuo figlio, ma non per questo distruggere la famiglia. L’importante è non creare un trauma ai figli. Mio figlio è libero di stare da me, da lei, dove vuole, cerchiamo di fare le vacanze possibilmente insieme, ci vediamo come prima. E Elisabetta è una mamma bravissima, non abbiamo mai litigato, le storie iniziano e finiscono, ma non finisce la nostra famiglia. Viviamo a Monaco a 600 metri uno dall’altra. E facciamo in modo da incastrare gli impegni, se io devo andare fuori, lei rimane a Monaco e lo stesso io se lei deve partire.

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Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore

L’educazione di Nathan Falco

Leni Klum non è stata cresciuta da Flavio Briatore poiché la storia con sua madre Heidi era già finita quando la piccola è nata e l’imprenditore era tornato in Italia a svolgere i suoi affari.

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Nathan Falco, Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore

Con Nathan Falco le cose sono state decisamente diverse:

Non so se faccio sempre bene con lui, ma certamente a Nathan Falco dedico molto tempo. Ho la consapevolezza che tra di noi c’è una differenza di età notevole e devo sfruttare tutti i momenti, anche per aiutarlo, per istradarlo. Falco a 14 anni andrà in collegio. Finisce le medie a Montecarlo e poi per liceo e università, se la vuol fare, andrà fuori. A casa la vita è troppo comoda. In collegio i ragazzi si inquadrano e studiano. Devo cercare di capire se il lavoro che faccio, quello del Food and Beverage, a lui piace.

Vedo che si interessa a Masterchef e non sono io che lo spingo. Si informa, conosce i nomi di tutti i nostri dipendenti. Quando facciamo gli assaggi dei nuovi piatti nei nuovi locali, io lo invito sempre…Gli ho detto, se hai una passione, per la chimica, la medicina, seguila, altrimenti lavori nell’azienda di famiglia. Se invece non ha una passione deciderà se fare o meno l’Università.

Per il momento non vedo nessuna passione travolgente, a parte il calcio. Non dico che l’Università non serva, ti apre la testa sicuramente, ma in questo momento con tutte le fonti di informazioni che ci sono i ragazzi sono molto più preparati di come eravamo noi. Quel che non vorrei è che a 18 anni iniziasse a cazzeggiare in giro senza prendere nessuna direzione. Io ho avuto un padre molto severo e non credo che sia un bene. Solo sgridare non serve, occorre mettere dei paletti e fargli capire quando sbaglia.

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