Giovanna Botteri

Giovanna Botteri, Hunziker, Striscia la notizia: tutta colpa dell’ipocrisia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

I fatti sono ormai ben noti: la giornalista Giovanna Botteri è stata presa di mira per i suoi abiti e i suoi capelli; Striscia la notizia, a detta di Michelle Hunziker, ha realizzato un servizio in sua difesa, ma i toni e i contenuti del video non sono piaciuti al grande pubblico, che ha attaccato il tg satirico di Antonio Ricci e la conduttrice stessa, rea di aver dato voce al servizio nonostante, ormai da anni, sia la promotrice di Doppia Difesa, una onlus in difesa delle donne che subiscono violenze fisiche e psicologiche.

Giovanna Botteri, che non rientra in uno stereotipo

Diciamolo subito, senza giri di parole e senza inciampare in ulteriori ipocrisie: rispondere a certi canoni estetici, per chi lavora in televisione, è un fatto imprescindibile. Attenzione: questo non vuol dire che sia giusto; significa, piuttosto, che siamo di fronte a un imperativo a cui ci siamo abituati e da cui fatichiamo a prendere le distanze. Dunque, se una persona non rientra in certi canoni di bellezza, finisce – suo malgrado – al centro di una querelle spesso ipocrita e retorica.

Il problema, va detto, non sono quelli che criticano il maglioncino o i capelli della Botteri, perché loro, in fin dei conti, si comportano come sono abituati a fare: criticano chiunque prenda le distanze da uno stereotipo. Quindi, se il cliché vuole che la donna che lavora in tv (di qualsiasi cosa si occupi) sia ben vestita, truccata e pettinata, la Botteri è decisamente estranea a questo schema. Basti pensare a Barbara D’Urso: la conduttrice presenta una trasmissione sotto testata giornalistica – che, conseguentemente, si occupa dell’emergenza Coronavirus – vestita di tutto punto, con abiti tempestati di lustrini e paillettes. Mai una critica per i suoi look totalmente fuori luogo, per il suo trucco impeccabile o per i suoi capelli sempre ben acconciati. Ecco il punto: per il pubblico medio televisivo fa più notizia la maglia nera di una giornalista inviata in Cina, piuttosto che una conduttrice che indossa tailleur ricamati di glitter rosa. Perché la conduttrice col tailleur rosa rispetta perfettamente il cliché, l’altra no.

Un altro aspetto da evidenziare è il fatto che certe critiche riguardino sempre e solo le donne: se un giornalista inviato in Cina indossa la stessa t-shirt e ha i capelli in disordine, non se ne accorge nessuno. Anzi, viene implicitamente giustificato. A una donna, invece, non viene riservato lo stesso trattamento e quella della Botteri ne è l’ennesima, sconfortante prova.

E veniamo adesso all’ipocrisia che – molto spesso – si cela dietro a un apparentemente innocuo «Sei bellissima». Da quando è scoppiato il caso della giornalista, molti – certamente con intento benevolo – si sono affrettati a scrivere frasi solidali nei suoi confronti, sottolineando quanto la Botteri sia bella. L’imperante ipocrisia del periodo che viviamo prevede che una donna non debba essere attaccata per il suo aspetto fisico (si parla giustamente di body shaming), ma possa essere trattata da “persona speciale“, come se avesse un handicap. La Botteri non ha bisogno di sentirsi dire che è bellissima, perché è la prima a non dare alcun tipo di valore al proprio aspetto. Dire che sia bella soltanto perché è diversa dalle altre donne dello spettacolo a cui siamo abituati, significa costringerla ancora una volta a confrontarsi con loro, significa fare il gioco di chi la critica.

Striscia la notizia e Michelle Hunziker: ve ne siete accorti solo adesso?

E parliamo, una volta per tutte, del tanto discusso servizio di Striscia la notizia: secondo Michelle Hunziker, che ha prestato la voce al video, non c’era alcuna intenzione di denigrare la Botteri, anzi, si è trattato, a detta sua, di un servizio contro gli hater della giornalista. La verità è una soltanto: Striscia la notizia è un programma anacronistico e sgradevole, con servizi miseri di contenuto, una comicità da bar e risate fuori tempo già nel 1994. A ben vedere, è l’espressione più ipocrita e infelice della tv generalista di oggi. Michelle Hunziker ne è solo una pedina.

Il servizio sulla Botteri ha avuto solo il compito di risvegliare le coscienze, ma Striscia non rispetta le donne ormai da tempo, da quando – precisamente – una nuova coscienza non ci permette più di ridere di una donna presa di mira per i suoi ritocchi, ad esempio. Ogni sera, nel programma di Ricci, una rubrica dal titolo Fatti e rifatti dà spazio alle donne dello showbiz che sono ricorse alla chirurgia estetica: battute demenziali, caricature, illazioni, questo fa il tg satirico. Fa ridere? No. È fuori luogo? Sì. Qualcuno se n’è mai curato? No, perché – finché vengono criticate le donne rifatte – nessuno si sente in dovere di difenderle, anzi, sembra quasi che se lo meritino; appena viene presa di mira una donna normale, tutti con il dito puntato contro Striscia.

La Hunziker, dicevamo, è solo una pedina. Ipocrita anche lei, ça va sans dire. Pochi mesi fa, ha attaccato duramente Amadeus per un’espressione infelice sulla compagna di Valentino Rossi, Francesca Sofia Novello. La conduttrice svizzera si era detta delusa e aveva affermato che certe parole, dette con superficialità, possono diventare pesanti come macigni. Peccato che non abbia pensato alle sue, di parole. Peccato che non abbia pensato alle parole di Striscia la notizia contro Alessia Marcuzzi, che ha subito un vero e proprio linciaggio da parte del programma all’epoca del canna-gate all’Isola dei famosi. Peccato che non abbia proferito una sola parola contro il Grande Fratello di Alfonso Signorini, quando Salvo Veneziano, uno dei protagonisti del reality, ha detto frasi violente, misogine e sessiste contro un’altra concorrente del programma. Peccato, infine, che non abbia detto una sola parola quando Selvaggia Lucarelli – in seguito a dei fatti sospetti della fondazione – ha chiesto i bilanci di Doppia Difesa, per una maggiore chiarezza e limpidezza delle sue attività. La risposta, tuttavia, non è pervenuta. Insomma, Michelle Hunziker è dalla parte delle donne, ma a intermittenza.

La mancata messa in piega di Giovanna Botteri, come un moderno vaso di Pandora, ha scoperchiato una società ipocrita e vacua, in cui una donna che non si adatta a certe regole implicite finisce nel mirino. E chi dovrebbe difenderla (Striscia, la Hunziker e tutta la gente perbenista) diventa complice di chi la critica.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi e ha un blog. È laureato in Lettere, indirizzo Spettacolo, ed è appassionato di televisione e musica.